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Islamismo

Ideologia che vede l’islam non come una semplice religione ma come un sistema completo regolante tutti gli aspetti della vita privata e pubblica e che si prefigge come obiettivo la creazione di un sistema politico i cui principi fondanti, istituzioni e sistema giuridico derivano direttamente dalla legge islamica (shari’ah). Le fondamenta dell’ideologia islamista contemporanea sono state elaborate da Hassan al Banna, il fondatore dei Fratelli Musulmani, nella prima metà del XX secolo. Oggi il movimento islamista è estremamente eterogeneo, comprendendo un arco che passa da partiti politici che partecipano ad elezioni ed alla vita democratica del proprio paese, come l’AKP in Turchia, fino gruppi terroristi che rigettano la democrazia, come al Qaeda.

J

Jihadismo

Termine comunemente usato per indicare le varianti più estreme e violente dell’ideologia islamista. Come la maggior parte degli islamisti, i jihadisti ritengono che:
a) l’islam non sia semplicemente una religione, ma un sistema completo regolante tutti gli aspetti della vita privata e pubblica che, una volta posto in essere, permetterebbe ai musulmani di conquistare il posto di supremazia globale ad essi assegnato da Dio ;
b) esista un complotto tra Occidente, ebrei e musulmani corrotti per soggiogare l’islam e i musulmani. Ma, mentre altre frange del movimento islamista utilizzano varie tattiche per ottenere i propri scopi, i jihadisti ritengono che solo con la violenza possano ottenerli.
La base teologica dell’ideologia jihadista va ricercata in un’interpretazione militante del concetto islamico classico di jihad, che in epoca contemporanea è stata teorizzata da leaders quali Sayid Qutb ed Abdullah Azzam. Nonostante la comune accettazione della violenza come elemento fondamentale e voluto da Dio, il movimento jihadista è caratterizzato da forti spaccature e differenze dottrinarie al suo interno. Questioni come la legittimità di uccidere musulmani¸ uccidere civili (musulmani e non) o utilizzare attacchi suicidi sono fonti di accesi dibattiti. Inoltre, alcuni gruppi jihadisti hanno scopi puramente locali mentre altri, diretti o influenzati da al Qaeda o l’Isis, adottano un’agenda più globale.

Judensau

Lo Judensau (ted. per “scrofa degli ebrei”) è una rappresentazione derisoria e disumanizzante degli ebrei sviluppatasi soprattutto in Germania – ma anche in Austria, Belgio, Svizzera, Svezia – dal XIII al XVI secolo. Gli ebrei sono rappresentati mentre poppano dalle mammelle di una scrofa con la quale, in alcune immagini, intrattengono anche sconci rapporti tra i quali quello di ingoiarne gli escrementi. Lo Judensau venne scolpito sui mensoloni decorati, sui capitelli, sugli stalli lignei dei cori, sui contrafforti e sui doccioni di gronda di numerose cattedrali e chiese (Brandeburgo, Magdeburgo, Ratisbona, Erfurt, Colonia, Uppsala ecc.). Apparve inoltre sui cancelli di molti edifici, sia pubblici che privati, fu spesso inserito nei bestiari e divenne il soggetto di pitture murali (ponte di Francoforte) e di dipinti. Nella rappresentazione appare spesso il diavolo come compiaciuto spettatore. Dal XV secolo l’evoluzione delle tecniche di stampa rese possibile la diffusione e la trasmissione nei secoli dello Judensau fino al XIX secolo, allorché venne utilizzato contro il processo di emancipazione degli ebrei. Nel XX secolo il tema fu riattivato e riadattato dalla propaganda antisemita nazista nella forma dell’ insulto: “saujude”, ossia “porco ebreo”.

K

Kasherut (dall’ebraico kasher, “adatto”, “conforme”)

Complesso delle leggi alimentari ebraiche. Le leggi della kasherut non si limitano ad elencare i cibi leciti e quelli proibiti, ma prescrivono anche i metodi per la macellazione rituale (schechitah) e la preparazione degli alimenti.
Il contrario di kasher è taref (“proibito”).

Kippur

I primi dieci giorni (Aseret Jemè Teshuvah o Yamim Noraim, giorni terribili) del mese di Tishrì che intercorrono tra il Capodanno ebraico e il digiuno dello Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione) sono considerati particolarmente adatti e fecondi per il pentimento. Secondo la tradizione, proprio in coincidenza con l’inizio del nuovo anno in cui si ricorda la creazione dell’universo, Dio giudica i pensieri e le azioni di ognuno e ne valuta la correzione e la restaurazione. Egli concederà all’uomo, alla fine del Kippur assieme al perdono, il conforto di una ritrovata riconciliazione con se stesso, con gli altri e con il Suo Creatore. Il giorno di Kippur è infatti il giorno che Dio ha riservato al perdono e le tefillot (preghiere) di Kippur – la più importante delle quali è il viddui (confessione dei peccati) – sono il miglior veicolo per un dialogo che permette di sentire quanto Egli sia effettivamente vicino, dando all’uomo la possibilità di far teshuvah (pentimento) e di redimersi anche in un solo momento, capovolgendo così la sua situazione. E’ detto nel Talmud: “Grande cosa è la teshuvah, perché porta la guarigione al mondo”. Il digiuno di Kippur, della durata di venticinque ore, cade il 10 Tishrì, inizia la sera della vigilia ed è obbligatorio per tutti (a partire dai tredici anni per i maschi, dodici per le femmine) a esclusione di chi non è in condizioni fisiche tali da poterlo sopportare. Oltre ad astenersi da ogni cibo e bevanda, è vietato lavarsi, ungersi, indossare scarpe di cuoio e avere – in quel giorno – rapporti sessuali. Il digiuno si conclude con il suono grave e suggestivo dello shofar, strumento musicale di uso liturgico, fabbricato con un corno di capro o montone.

Kristallnacht

Indica il pogrom scatenato in tutto il Reich nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 dalle autorità naziste per vendicare l’assassinio di un funzionario dell’ambasciata tedesca a Parigi da parte di un giovane ebreo polacco. È chiamata “notte dei cristalli” perché le strade si ricoprirono dei vetri rotti delle sinagoghe, dei centri culturali, dei negozi e delle proprietà ebraiche. Complessivamente furono assassinati 91 ebrei, rase al suolo, incendiate o gravemente danneggiate 267 sinagoghe, devastati 7500 negozi e migliaia di ebrei rinchiusi nei campi di concentramento.

L

Lobby

Significa “gruppo di pressione”, nella propaganda antisemita viene usato con un’accezione negativa: gli ebrei farebbero lobbying per raggiungere i loro segreti scopi di dominio mondiale.

M

Macellazione rituale (ebr. Shechitah)

Pratica eseguita da un macellatore qualificato (schochet) in possesso di un certificato rilasciato da un’autorità rabbinica. La macellazione viene eseguità conformemente alle regole della kasherut.

Marrano

E’ un termine coniato nel XV secolo per definire in forma denigratoria gli ebrei di Spagna e Portogallo costretti a convertirsi al cattolicesimo e sospettati di mantenere in segreto la fedeltà alla loro fede originaria.
Molto probabilmente “marrano” deriva da una parola spagnola medioevale che significa maiale.

Martin Lutero (1483/1546)/ Riforma protestante

Sacerdote e teologo tedesco, fondatore della Riforma protestante in Germania (un movimento religioso del XVI secolo che iniziò con il tentativo di riformare la Chiesa cattolica romana e portò alla creazione di chiese protestanti). Inizialmente Lutero cercò di convertire gli ebrei, ma in seguito scrisse trattati virulentemente antisemiti.