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Antisionismo

Ideologia che designa storicamente l’opposizione alla creazione di uno Stato ebraico in Palestina. Si tratta di un termine controverso, poiché le definizioni di Sionismo assumono significati diversi a seconda di chi le interpreta. Attualmente antisionismo esprime contrarietà e la negazione della legittimità dello Stato di Israele .
In particolare, le tradizionali definizioni di Sionismo (inteso come l’idea del ritorno del popolo ebraico alla Terra d’Israele) nel mondo ebraico differiscono notevolmente da quelle utilizzate dall’ estrema sinistra, dalla destra radicale e dall’islamismo che tendono ad utilizzare questo termine come strumento denigratorio, demonizzante e di ingiuria politica verso lo Stato di Israele .

Ariani

Il termine “ariani”, nella forma di ”ari”, compare nell’antichità classica ad indicare una serie di popolazioni dello spazio eurasiatico, la prima parte di nomi composti nell’onomastica greca, celtica e germanica e come termine elitario nel mondo indo-iranico. Solo nel XIX secolo, con la nascita delle Nazioni e la rottura delle classificazioni teologiche medievali, il vocabolo è stato ripreso in chiave linguistica e culturale all’interno di una generale rilettura e ricerca delle origini dell’umanità e delle civiltà. Il momento fondante per questo genere di studi è tradizionalmente considerato il 1783 quando il giurista inglese William Jones, giudice supremo in Bengala, notò delle analogie tra il sanscrito, il greco e il latino. Agli inizi del XIX secolo iniziò così a delinearsi una disciplina linguistica e storica ben precisa che si proponeva di studiare tutte quelle lingue che, in un’area compresa tra l’India e l’Irlanda, potevano essere accomunate sotto la definizione di “indo-europee”; in Germania si preferì invece, sotto l’impulso del nascente nazionalismo, l’accezione di “indo-germaniche” sottolineando con ciò il carattere esclusivo della civiltà tedesca. Fino alla seconda metà dell’Ottocento lo studio delle lingue si mantenne all’interno di una discussione puramente disciplinare e il termine ariano, impiegato senza alcuna sviluppo razzistico, comparve nei testi come sinonimo di indo-europei. Solo nella Francia di Renan e di Gobineau, frustrata dalla vittoria tedesca e dalle violente crisi sociali, l’arianesimo divenne una sorta di connotazione nobiliare e classista da opporre in primo luogo ai ceti popolari, quindi a quelle popolazioni ritenute estranee al carattere nazionale. Tra questi gli ebrei, che, emancipati da non molto dal ghetto, divennero ben presto il simbolo degli aspetti negativi della modernità, della rivoluzione industriale, della democrazia e dell’urbanesimo. La pur ovvia differenza tra le lingue indo-europee e quelle semitiche fu utilizzata all’interno di una schema di opposizioni, l’una antitetica all’altra, che nulla aveva a che fare con la linguistica, diventando piuttosto il terreno di scontro per conflitti di altra natura. Si creò così una sorta di contrapposizione tra tutto ciò che era nobile e plebeo, ideale e materialistico, luminoso e oscuro, creativo e distruttore, coraggioso e vigliacco, generoso e avido, etc. – il tutto sotto lo stigma dell’ariano e del semita. I nascenti studi dell’antropologia, delle scienze naturali, della filosofia della storia e della storia delle religioni contribuirono quindi con il loro determinismo nazionale a creare in Europa dei caratteri razziali dal valore scientifico cui l’individuo era biologicamente vincolato. Si trattava anche di una rielaborazione di quei miti – ad es., il mito gotico, sassone, sarmata – presenti nella storia a giustificare guerre di conquista e da interpretare alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento con l’assalto europeo ai continenti extra-europei. Pur all’interno di una simile concezione, diffusa ovunque in tutta Europa, la Germania si distinse, prima dell’avvento al potere delle dottrine razzistiche, per una maggior connotazione bellicistica e estremamente nazionalistica del termine ariano: solo gli Ariani, di cui i Germani erano i maggiori eredi, possedevano quelle virtù guerriere in grado di fondare civiltà e imperi. Col nazismo e soprattutto per influenza delle velleità intellettuali di Himmler l’arianesimo diventò, dati i precedenti sviluppi, un dogma scientifico di forza statale il cui nucleo centrale di sesso e di sangue costituì il parametro di misura per le classificazioni omicide del Terzo Reich. In Italia il nome di riferimento per l’arianesimo antisemita e razzistico, desunto dal nazismo, è quello di Julius Evola.

Assimilazione

Conformarsi e adeguarsi ad usi e costumi di un gruppo di maggioranza

Auschwitz

Campo di concentramento e di sterminio costruito dai nazisti nel 1940 vicino alla città polacca di Oswiecim. Il campo divenne il più grande centro di sterminio a partire dal 1941, quando fu allestito il complesso di Birkenau. Nel campo furono sterminati in vario modo (lavori forzati, sfinimento, denutrizione, malattie, gas ecc.) dissidenti politici, prigionieri di guerra russi, ebrei, zingari. Si ritiene che oltre un milione di ebrei, provenienti da tutta Europa, siano stati assassinati nelle camere a gas.

Azzimo

Il pane non lievitato che gli ebrei mangiano nel periodo della Pasqua ebraica (Pesach).

B

BDS

Il BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni) è un movimento internazionale nato nel 2005 che si ispira al manifesto anti-Israele promosso dalle organizzazioni non governative (ONG) durante la conferenza contro il razzismo di Durban del 2001. Il BDS, nelle sue aggressive campagne anti-sioniste non prive – sempre più frequentemente – di caratteri esplicitamente antisemiti, fa uso di una terminologia che richiama gli slogan contro l’apartheid usati in Sud-Africa dagli antirazzisti.

C

Capro espiatorio

In senso figurato, un “capro espiatorio” è qualcuno a cui è attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi e deve subirne le conseguenze. La ricerca del capro espiatorio è l’atto di voler identificare irragionevolmente in una persona, un gruppo di persone o una cosa la causa responsabile di gravi problemi, spesso con il celato obiettivo di nascondere le vere cause o i veri colpevoli. La ricerca del capro espiatorio è un importante strumento della propaganda: ad esempio, gli ebrei vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte del collasso politico e dei problemi economici della Germania.
La ricerca del capro espiatorio è pericolosa perché solitamente la colpa è attribuita a un gruppo di minoranza, che trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo. Tra i soggetti usati come capri espiatori nel corso della storia recente troviamo ad esempio i neri, gli immigranti, i comunisti, i meridionali, gli ebrei, gli omosessuali, i Rom. È importante ricordare che il capro espiatorio di biblica memoria era una vittima innocente.

Circoncisione (ebr. Berit milah)

Escissione del prepuzio praticata nel corso di una cerimonia in cui viene dato il nome al neonato.
Avviene, salvo problemi di salute, nell’ottavo giorno dopo la nascita. E’ il segno del patto stabilito fra Dio e la discendenza di Abramo (Genesi 17, 11-12).
La cerimonia segna l’ingresso dell’individuo maschio all’interno del Popolo di Israele, ed è prescritta anche per i convertiti all’Ebraismo.

Colori nazisti (nero, bianco e rosso)

I nazisti usavano intenzionalmente il design grafico e il colore in modi che oggi potremmo chiamare “branding” (processo effettuato dalle imprese per differenziare la propria offerta da altre analoghe, utilizzando nomi o simboli distintivi). Adolf Hitler creò lui stesso la bandiera, prendendo in prestito i colori dell’Impero tedesco caduto alla fine della prima guerra mondiale, e rifiutando implicitamente la democrazia richiamandosi all’autoritarismo. I colori e il design compaiono in innumerevoli bandiere, manifesti, bracciali e altre insegne naziste, trasmettendo falsamente la continuità tra il “glorioso” passato imperiale e il regime nazista. Hitler scrisse: “In rosso vediamo l’idea sociale del movimento, in bianco l’idea nazionalista, nella svastica la missione della lotta per la vittoria dell’uomo ariano”.

Comunisti ebrei

Negli anni ’20 e ’30, i nazisti venivano, in parte, definiti dalla loro opposizione al comunismo. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, la Germania sembrava vulnerabile alla diffusione del comunismo, in particolare dopo una rivolta comunista a Berlino. Il governo democratico di Weimar era instabile e la sua economia era allo sfascio. Nella loro lotta contro socialisti e comunisti, fascisti e altri gruppi di destra sfruttarono il fatto che alcuni importanti comunisti fossero ebrei per sfruttare l’antisemitismo per la loro causa. I falsi legami di lunga data tra ebrei e comunismo sottolineavano anche le teorie di cospirazione antisemite sulla dominazione ebraica globale.