Luogo:
X/Twitter
Fonte:
Segnalazione CE
“Israeliano tenta di rapire un bambino”
Una pagina di parodia riprende un contenuto online e pubblica intenzionalmente una notizia falsa modellata sui topoi classici dell’odio antiebraico. La notizia originale non parla in alcun modo di israeliani o Israele. In realtà si trattava di un cittadino rumeno senza fissa dimora e con problemi psichici (1). Nel post su X non si limita a identificare un individuo, ma sottolinea ossessivamente la sua nazionalità (“Israeli drunk tourist”) e lo lega allo Stato (“Israel is already working for his extradition“).
In questo modo, l’azione (attribuita falsamente ad un israeliano) di una singola persona viene proiettata sull’intero popolo e sullo Stato. L’uso del termine “israeliano” in questo contesto di cronaca nera inventata serve a dipingere l’intera categoria come un pericolo per la società e per i soggetti più vulnerabili (i bambini).
Il tema del “rapimento di bambini” da parte di ebrei è uno dei miti antisemiti più antichi e pericolosi, noto storicamente come accusa del sangue (blood libel). Sin dal Medioevo, infatti, gli ebrei venivano falsamente accusati di rapire e uccidere bambini cristiani per scopi rituali.
(1) Qui la cronaca del fatto sulla Stampa.

