Luogo:
Cesa (CE)
Fonte:
Segnalazione
«Chille sog Abbriej So fetienti i merd»
A pochi giorni dall’appuntamento elettorale per la tornata amministrativa di fine mese, il clima politico a Cesa si accende attorno a una vicenda che travalica i confini locali e tocca temi di rilievo nazionale, come l’antisemitismo e l’uso dei social nel dibattito pubblico. Al centro della polemica una segnalazione formale inviata da un cittadino, Salvatore Ferrigno, a diverse istituzioni – tra cui l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) e l’Anpi – nella quale si denunciano presunti contenuti antisemiti pubblicati su Facebook da alcuni soggetti riconducibili al contesto locale. Tra questi figura Cesario Turco, indicato come iscritto all’Anpi, autore di post in dialetto napoletano dai contenuti ritenuti offensivi nei confronti della comunità ebraica, accompagnato da commenti di altri utenti, anch’essi segnalati. Nella stessa comunicazione vengono citati anche i nomi di alcuni cittadini che avrebbero interagito con i contenuti tramite “mi piace”, tra cui un candidato al consiglio comunale. Ferrigno richiama, a supporto della sua segnalazione, la normativa vigente in materia di contrasto ai discorsi d’odio, in particolare la legge Mancino, e una recente pronuncia della Corte di Cassazione che attribuisce rilevanza anche alle interazioni sui social nella diffusione di contenuti discriminatori. La vicenda assume ulteriore rilievo per i legami familiari dell’autore della segnalazione con ambienti vicini all’amministrazione uscente (zio del sindaco Enzo Guida, fratello della madre) e per il ruolo di amministratore di un noto gruppo Facebook cittadino, elemento che contribuisce ad amplificare l’eco pubblica del caso. Sul piano politico, non si sono fatte attendere le reazioni. Il candidato sindaco Giuseppe Fiorillo ha assunto una posizione netta: «La politica non è offesa né disprezzo» e ha invitato tutte le forze in campo a prendere posizione per evitare che il confronto degeneri. Parole che richiamano la necessità di mantenere un livello civile nel dibattito, soprattutto in una fase delicata come quella elettorale. Più articolata la replica del sindaco uscente e ricandidato Enzo Guida, che ha condannato «tutte le dichiarazioni che alimentano odio», allargando però il ragionamento anche ad altri scenari e ribadendo l’impegno della comunità locale a favore «del riconoscimento dello Stato di Palestina senza mai dare troppo credito a chi in maniera isolata giustificava le azioni di Israele». Una posizione che, pur ribadendo la condanna di ogni forma di odio, introduce un elemento di contesto politico più ampio. Resta da capire se e quali sviluppi ci saranno sul piano istituzionale e giudiziario. Intanto, la vicenda contribuisce a rendere ancora più teso il clima in vista del voto, ponendo al centro del dibattito non solo le questioni amministrative, ma anche il linguaggio e i limiti del confronto politico nell’era dei social network.
di Nicola Rosseli
