Fonte:
Osservatorio antisemitismo della Fondazione CDEC
Autore:
Gadi Luzzatto Voghera, Anastasia Larisa Bulgar, Murilo Henrique Cambruzzi, Stefano Gatti, Sergio Della Pergola
Sintesi del “Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia 2025″
Dal 1991 la Fondazione CDEC produce un rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia. L’ultimo, che analizza i dati raccolti nel corso del 2025, evidenzia un quadro particolarmente allarmante: le manifestazioni di odio antiebraico in Italia continuano a crescere. Anche in termini qualitativi la situazione è nettamente peggiorata, poiché gli atti più gravi hanno conosciuto un aumento maggiore.
Nel corso dell’anno si sono registrati 963 episodi di antisemitismo, a fronte di 1492 segnalazioni ricevute. Questo dato rappresenta una crescita di circa il 10% rispetto allo scorso anno, del 100% rispetto al 2023 e di ben il 400% rispetto al 2022. Si tratta, dunque, di un trend in continua crescita.
Nel corso del 2025 la matrice principale delle manifestazioni di odio è stata legata a Israele. Antichi pregiudizi — come l’accusa del sangue, il mito dell’elezione e l’odio verso il genere umano — sono stati trasferiti sul sionismo e sullo Stato di Israele.
Sebbene le diffamazioni rappresentino la maggior parte degli episodi, seguite dalle minacce, gli incrementi maggiori rispetto allo scorso anno hanno riguardato le discriminazioni (+100%) e le aggressioni fisiche (+225%). In altri termini, gli atti più gravi sono cresciuti maggiormente.
Le manifestazioni di palese antisemitismo online rappresentano oltre il 66% dei casi. Particolarmente diffuso è l’uso di emoji o numeri apparentemente innocui (come il gufo, il polpo, 109, 14/88, le triple parentesi (((cognome))), il triangolo rosso) per veicolare messaggi d’odio nelle subculture digitali.
I mesi estivi, e in particolare giugno e luglio, hanno mostrato picchi particolarmente elevati, coincisi con la missione della Global Sumud Flotilla. Anche le Olimpiadi di Milano-Cortina, all’inizio del 2026, hanno evidenziato vari episodi di antisemitismo. In termini geografici, gli episodi di antisemitismo fisico da noi osservati si sono concentrati in Lombardia e Lazio, seguiti da Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.
Forse il dato più inquietante è che il 14% degli italiani concorda con l’ipotesi di espellere gli ebrei dall’Italia. Manifestare la propria identità (ad esempio parlare in ebraico o indossare la kippah) comporta oggi rischi particolarmente elevati di aggressione e marginalizzazione.
Il Rapporto si basa sulla definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), largamente in uso internazionalmente e analizzata nel contributo scientifico del prof. Sergio Della Pergola.
