Fonte:
https://roma.repubblica.it
Autore:
Luca Monaco
Il report: insulti, scritte, minacce razziste. Registrati 400 episodi antisemiti
I dati Centro di documentazione ebraica contemporanea, Ruben Della Rocca: “Attacchi in forte incremento e tanti casi continuano a sfuggire”
«Gli ebrei stanno bene al forno con le patate». Ancora, «Hitler doveva finirli». Sono le frasi gridate non da una schiera di neonazisti, ma da un gruppo di adolescenti a una donna di 70 anni residente in una piazza di Santa Marinella, il Comune di 18mila abitanti sul litorale di Roma. Era martedì 23 giugno. Il 7 agosto e poi ancora il giorno successivo Isaac Dahan, un turista francese di 22 anni, è stato aggredito per due volte nel cuore di Roma solo perché passeggiava con la kippah in testa. I dati raccolti dal Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) raccontano un crescendo di violenza a sfondo antisemita.
Su scala nazionale, nei primi sei mesi dell’anno, sono stati registrati 401 episodi di antisemitismo. Di questi, 101 sono stati geolocalizzati nelle principali città italiane, da Padova a Napoli. Roma è la seconda città italiana per numero di aggressioni, verbali o fisiche, con 11 casi. La Capitale è seconda solo a Milano, dove sono stati ricostruiti 22 episodi. «I dati sono in forte incremento — afferma Ruben Della Rocca, l’assessore alla Memoria e futuro dell’Unione delle comunità ebraiche italiane — va considerato anche che tante denunce non vengono sporte, tanti episodi continuano a sfuggire».
Della Rocca ragiona sull’ultimo degli 11 casi di antisemitismo accaduti a Roma, la doppia aggressione al turista francese da parte di un gruppo guidato da un uomo nordafricano che sopravvive in città commettendo piccoli furti e rapine. «Assistiamo a una brutta tendenza — osserva — figlia di una situazione sociale che non va bene, perché siamo di fronte a tante aggressioni: ci fanno pensare al fatto che la società è in crisi e gli atti di antisemitismo non sono che una spia di questo problema».
Avevano il Mein Kampf di Hitler sulla mensola della camera da letto i tre studenti romani di 17, 19 e 20 anni identificati dalla Digos e indagati dalla procura di Roma per lesioni personali aggravate dall’odio razziale: il 7 febbraio scorso hanno fatto una spedizione punitiva prendendo a manganellate i senzatetto che dormivano lungo i marciapiedi intorno alla stazione Termini.
Uno su tre non ha neppure 18 anni. È un coetaneo degli aggressori della settantenne a Santa Marinella. «Sei sionista?», le hanno chiesto mentre la donna era seduta in piazzetta della Libertà, sotto casa, ad aspettare la figlia. La vittima ha fatto per andarsene e un ragazzo le ha assestato un calcio sul sedere, mentre un altro le ha tirato dei sassolini sulla schiena.
Quell’aggressione in strada era solo un diversivo per evitare che rientrasse in casa: un loro amico era entrato di nascosto nel giardino per fare i suoi bisogni. Uno sfregio, sapevano che signora è ebrea. Non a caso, anche su questo episodio, indagano i carabinieri. «Compete alle autorità garantire l’incolumità di chiunque — continua Della Rocca — le armi che abbiamo per difenderci da tutto questo sono la capacità di informarci davvero sulle cose e poi l’educazione».
Nell’ultima relazione del Copasir si evidenzia l’allarme legato al suprematismo. Troppi giovani predicano l’odio in rete. «Nelle regioni come il Lazio — annota il Centro di documentazione ebraica — sono presenti reti strutturate dell’estremismo di destra e della sinistra estrema, dei movimenti antagonisti pro-Pal e del radicalismo islamico, dove spesso antisionismo e antisemitismo finiscono per sovrapporsi o confondersi». Forse come nel caso del turista francese aggredito nel cuore di Roma solo perché indossava la kippah.
