21 Febbraio 2026

Padova, il giornalista David Parenzo costretto a presentare il suo libro a porte chiuse per le minacce ricevute

Luogo:

Padova

Fonte:

Corriere della Sera

Padova, minacce a David Parenzo per libro su Israele. organizzatori costretti a cambiare sede di presentazione
Minacce e antisemitismo a Padova, David Parenzo è stato costretto a spostare la presentazione del suo libro in un luogo segreto. Domani pomeriggio era previsto l’incontro con il giornalista e scrittore alla Scuola della Carità in via San Francesco a Padova, sul suo libro «Lo scandalo Israele» (Rizzoli), un evento pubblicizzato ampiamente da giorni anche sui social di Parenzo. Ma le minacce arrivate agli organizzatori dell’evento, hanno convinto le forze dell’ordine a fare spostare la conferenza in una nuova location che resta segreta, comunicata solo via mail alle persone già iscritte alla presentazione.
«Non ho paura, ho le spalle larghe, sono abituato a essere minacciato – dice David Parenzo – Ogni volta che parlo di Israele succede la stessa cosa, è veramente incredibile. Ringrazio le forze dell’ordine che si preoccupano della mia sicurezza e incolumità, ma è vergognoso che siano costrette a tutelare il mio semplice diritto a parlare». Parenzo, padovano, ebreo e laico, conduttore del programma radiofonico La Zanzara su Radio 24 con Giuseppe Cruciani, è stato spesso boicottato e minacciato nei mesi scorsi, come alla Sapienza di Roma. Gli attivisti pro-Palestina lo attaccano soprattutto perché sostiene che il termine «genocidio» è abusato e confuso nel dibattito pubblico.
«Sono stato contestato e minacciato in ogni festival a cui ho partecipato, dovunque vada i miei incontri vengono annullati o spostati in altri luoghi – fa sapere Parenzo – Vengo considerato complice di genocidio perché sostengo che non è il termine corretto da utilizzare nella situazione di Gaza». Anche in passato Parenzo ha ribadito che l’obiettivo di Israele a Gaza «non è la distruzione del popolo palestinese ma l’annientamento dell’organizzazione fondamentalista Hamas».
Mentre il termine genocidio «richiede la specifica volontà di annientare un intero popolo». Il giornalista incalza: «Chi mi attacca non ha nemmeno letto il mio libro, basta il titolo, la parola “Israele” per scatenare minacce di morte e contestazioni». Sul termine genocidio, la posizione di Parenzo è simile a quella di Liliana Segre e della scrittrice padovana di orgine armena Antonia Arslan. Più volte Antonia Arslan ha ripetuto: «Si parla di genocidio spesso a sproposito, per ignoranza. La definizione è stata coniata da Raphael Lemkin nel 1944 e confermata dall’assemblea Onu nel 1948. Genocidio è quando un governo decide di eliminare una parte della propria popolazione che ritiene indegna, come è successo con gli ebrei, gli armeni, in Ruanda e in Cambogia. Non a Gaza».
David Parenzo lancia l’idea di un incontro pubblico con Arslan sul tema. «Spero di potere presto essere a Padova in una grande sala pubblica insieme a Antonia Arslan, per confrontarci sul significato di genocidio», dice il giornalista. La scrittrice Arslan, che a sua volta è stata più volte minacciata per il suo impegno nel testimoniare il genocidio degli armeni da parte dei turchi, accetta l’invito di Parenzo. «Sono disposta al confronto pubblico, ben volentieri se ci lasciano farlo… È una vergogna che ci siano persone che minacciano nell’ombra, bisogna sfidare questa gente a uscire allo scoperto».
Nel volume «Lo scandalo Israele», Parenzo sceglie sette storie per raccontare quello che definisce «lo scandalo Israele»: il numero 7 «ricorre anche nella data del giorno più tragico, il 7 ottobre 2023, quando un commando di terroristi di Hamas ha dato l’assalto ai kibbutzim al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo circa 1.200 persone tra civili e militari e prendendone in ostaggio 251, tra cui donne e neonati». Il giornalista chiarisce: «Rizzoli è stata una casa editrice coraggiosa a pubblicare questo libro. E ha pubblicato anche il libro di Francesca Albanese, dimostra di essere un grande esempio di libertà editoriale, con apertura alla pluralità di espressioni».
di Francesca Visentin