Luogo:
Napoli
Fonte:
Segnalazione CE
Nuova e preoccupante escalation d’odio nei confronti di Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli. L’attivista ha denunciato l’ennesima ondata di minacce telefoniche e messaggi intimidatori, che questa volta non colpiscono soltanto lui ma coinvolgono direttamente la sua famiglia, con riferimenti precisi ai genitori anziani, ai fratelli e al compagno.
Nel mirino degli insulti è finita anche la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, destinataria di un attacco antisemita e omofobo contenuto in uno degli sms ricevuti da Sannino. Nel post pubblicato sui social, il presidente di Arcigay Napoli parla di un “salto di qualità” nelle minacce. Contattato da Gay.it, ha poi aggiunto ulteriori dettagli sui riferimenti alla sua famiglia e sui dati personali contenuti nei messaggi.
Antonello Sannino, nuove minacce: la denuncia su Facebook
È lo stesso Sannino a rendere pubblica la vicenda con un post sui social: “Ho ricevuto nuove e gravi minacce: nel mirino la mia famiglia, clima d’odio inaccettabile”.
Le telefonate arrivano dal solito numero che termina in “0451”. Da giugno – spiega – è alla settima denuncia. L’ultimo messaggio contiene riferimenti precisi ai suoi familiari e si conclude con un attacco politico rivolto a Elly Schlein, definita con espressioni antisemite e omofobe.
Nel post parla di “dati geolocalizzati e riferimenti personali” e di una situazione che “rende la situazione sempre più allarmante”. La sua preoccupazione, scrive, è soprattutto per i genitori anziani e per i figli piccoli del fratello.
Contattato da Gay.it, Antonello Sannino racconta di aver scoperto solo nelle ultime ore un intero nuovo filone di messaggi mai letti prima perché finiti in spam.
“Ho trovato delle telefonate alle due di notte mentre dormivo. Stamattina ho visto questo numero e ho cliccato sugli sms: erano finiti in spam. In realtà è un nuovo ciclo di minacce iniziate il 15 novembre scorso, messaggi che non avevo proprio letto”.
L’ultimo filone, spiega, contiene dettagli che lo hanno profondamente scosso: “Riporta i nomi e i cognomi dei miei genitori, dei miei familiari e persino lo studio di mio fratello, che io non sapevo nemmeno dove fosse, perché vive in un’altra città”.
I dettagli privati
Il livello di dettaglio è ciò che più lo inquieta rispetto al passato. “Fanno riferimenti a fatti dei miei familiari che non conosco nemmeno io. Sanno il cognome di mia madre, non solo il nome ma il diminutivo con cui la chiamiamo. Sono particolari troppo privati”, spiega.
Ancora più significativo il riferimento allo studio del fratello: “Quando ho girato i messaggi nella chat di famiglia, mio fratello ha detto: ‘Ma io ce l’ho veramente lo studio lì’. Io non sapevo nemmeno dove fosse. Se ho un problema vado a casa sua, non allo studio”.
Un elemento che, unito ai dati geolocalizzati citati nel post, fa temere un monitoraggio reale.
Le minacce: “Farai la fine di Miccoli, ti troveranno a pezzi”
Le intimidazioni non sono nuove. “Il primo filone è iniziato subito dopo Tel Aviv ed è andato avanti fino a dicembre. Poi dal 17 gennaio è partita un’altra serie di messaggi deliranti: riferimenti alle BR, a Miccoli, ‘farai la fine di Miccoli’, ‘ti troveranno a pezzi’”, racconta.
Sannino precisa di non conoscere nemmeno il riferimento storico evocato nei messaggi: “Io questo Miccoli non so neanche chi sia. Mi hanno detto che era una persona uccisa dai fascisti”.
Dopo giugno, racconta, non ci sono stati solo sms: “A novembre ho denunciato anche persone che mi hanno fermato in strada minacciandomi e insultandomi”.
La settima denuncia da giugno: “È un clima d’odio insostenibile”
Da giugno scorso a oggi, spiega, questa sarà la settima denuncia. “Dopo i fatti di Tel Aviv continuo a ricevere ciclicamente messaggi e minacce. C’è un clima d’odio generato sui social. Quando spari sui social, non sai mai il pazzo di turno che c’è dietro certi processi. È come mettere un bersaglio dietro la schiena di una persona”, dice, denunciando un “quadro generale già complesso”, non solo a Napoli. “Vediamo quello che è successo pure in Germania: si danno un bacio nello stadio e la settimana dopo li vanno a pestare nel giardino di casa”, dice, ricordando il caso dell’arbitro gay Pascal Kaiser.
Non si sbilancia sulle cause: “Non so se abbiano una natura politica o se il clima generato dopo il Pride di giugno abbia creato tutto questo. Non escludo nulla. Ci sono indagini in corso e si sta vagliando la mia posizione in termini di sicurezza in questura e prefettura”. E aggiunge: “Certamente alcune minacce ricevute palesemente sui social a giugno e oltre sia del movimento queer napoletano sia dei centri sociali napoletani non aiutano”.
La preoccupazione per i genitori e i nipoti
Il punto più doloroso, però, resta il coinvolgimento della famiglia. “Mio padre ha più di 80 anni, ha problemi alla vista, non sente bene. Ha un equilibrio precario. Se qualcuno si avvicina può spaventarsi e cadere. Mia madre vive sola: se le bussano alla porta si impressiona”.
E ancora: “Mio fratello ha figli piccoli che vanno a scuola nel quartiere che è stato indicato nei messaggi. Mio padre non c’entra nulla in questa storia. Non è accettabile”.
I genitori non sono al corrente delle nuove minacce: “Non vedo il senso di dare motivi di angoscia a due persone anziane”.
L’attacco a Elly Schlein
Nell’ultimo sms compare anche un riferimento diretto a Elly Schlein, definita con espressioni antisemite e omofobe. “In più c’era questo messaggio politico contro Elly Schlein, lesbica, ebrea, aborto, ‘aborto ebreo lesbico’”.
Sannino ha inviato i messaggi anche alla segretaria del PD: “Ho mandato tutto su WhatsApp per correttezza. È stata colpita in maniera brutale, volgare e violenta, con una matrice antisemita e omofoba”.
Al momento dell’intervista, non aveva ancora ricevuto un riscontro diretto da parte sua.
Gli incontri con le forze dell’ordine
Nella giornata di oggi Sannino ha in programma incontri con le autorità: “Ho una serie di incontri importanti con le forze dell’ordine. Si sta vagliando anche la mia posizione in termini di sicurezza. Spero soprattutto che ci siano le condizioni di sicurezza per i miei familiari”.
Nel frattempo, sono arrivate telefonate di solidarietà dal mondo politico, tra cui quella di Pina Picierno ed Emilio Borrelli, così come da altri esponenti del mondo politico.
Ma il punto, per lui, resta uno: “È veramente un clima d’odio insostenibile”.
di Emanuela Longo
