28 Luglio 2023

Roma, chiuse le indagini sul gruppo neonazista «Ordine ario romano»

Fonte:

Corriere della Sera edizione di Roma

Autore:

Giulio De Santis, Anna Martellini

Miss Hitler e altri 11 nazisti a rischio processo

Sui social i deliri antisemiti

Chiuse le indagini. Nel gruppo «militava» anche un carabiniere

«Miss Hitler», all’anagrafe Francesca Rizzi, 40 anni, rischia di finire sotto processo insieme ad altri undici componenti del gruppo antisemita «Ordine ario romano»: secondo l’accusa hanno pubblicato sui social e su un gruppo Whatsapp contenuti razzisti e antisemiti. Nella lista degli indagati, nei confronti dei quali il pm Erminio Amelio ha chiuso l’inchiesta, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, figura anche un carabiniere, Remo Governatori. L’elenco include pure Mario Marras, già finito sotto indagine nel 2007 per aver fondato ff movimento «Azione fascista nazionalsocialista». Marras, 43 anni, sardo, in una chat è arrivato a ipotizzare un attentato ai danni di una struttura della Nato. A raccogliere le sue confidenze è stato Gregory Rossi, anche lui a rischio processo. Questi sono i membri più noti del gruppo antisemita, radicato soprattutto a Roma, dove risiedono quattro degli indagati. Degli altri otto, uno vive a Latina, uno a Frosinone, tre in Sardegna, uno in Calabria, uno in Abruzzo e ancora uno in Lombardia. Questa è stata una delle frasi simbolo circolate nelle chat del gruppo: «Il pericolo ebraico sarà eliminato solo quando gli ebrei di tutto il mondo avranno cessato di esistere». Anche l’insofferenza contro I migranti ha avuto grande rilievo, con invettive quali «affondare tutte le navi Ong nel Mediterraneo e abbattere tutte le chiese, sinagoghe e moschee sarebbe la soluzione di parte dei nostri problemi». Chi per primo abbia lanciato queste «ricette» non è considerato rilevante ai fini dell’indagine, perché l’elemento decisivo è stata la volontà di ripeterle cosi da propagandarne il contenuto antisemita e razzista Presupposto per entrare nel movimento, come ricostruito dall’accusa, era «essere i migliori». Che ha significato inneggiare alla purezza della razza, a Hitler, a Mussolini e al dottor Mengele, nonché negare i sei milioni di ebrei vittime dell’Olocausto. Di certo in questa «élite» ha fatto il suo ingresso miss Hitler, capelli biondo platino, nome di battaglia assunto dalla Rizzi nel 2019 dopo un concorso indetto sui social network. Su uno dei profili social dell’indagata, fino a due anni fa, quando un blitz del Ros ha smantellato il gruppo, è stato possibile leggere post contro Liliana Segre e Laura Boldrini. Nell’agosto 2019 Miss Hitler ha partecipato a una conferenza nazionalista a Lisbona per creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione nazista. Un altro «migliore» è stato Marras, nato a Sassari, che in un file audio ha confidato a Rossi (in romanesco) come avrebbe realizzato un attentato contro strutture della Nato: «Ce vonno due canne, un saldatore e basta. Le cartucce se rimediano. Poi c’abbiamo le molotov, d vuole un cazzo a farle. Basta documentasse». Sono queste le parole che nel giugno del 2021 hanno allarmato gli inquirenti, facendo scattare il blitz. Nelle case degli indagati I carabinieri hanno trovato bandiere con le svastiche, <d’opera omnia su Benito Mussolini», il testo sulle leggi razziali, ritratti di Hitler. In questa rete ha avuto un ruolo anche Governatori, carabiniere, all’epoca sospeso.

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