Luogo:
Bologna
Fonte:
Il Resto Del Carlino
Autore:
Mariateresa Mastromarino
È comparsa in un parco alla Barca. Polizia già al lavoro per risalire a chi ha lasciato il messaggio. Si tratta di un nuovo episodio dopo i casi in centro, caratterizzati da toni violenti contro Israele.
La scritta choc, realizzata con lo spray e dai forti toni antisemiti, è comparsa su un ponticello nel giardino Gichin Funakoshi, alla Barca: indaga la polizia
Un’altra scritta antisemita è comparsa in città. Non più in centro storico, come quel terribile imbrattamento comparso qualche mese fa su una delle colonne di Palazzo d’Accursio e rimossa il giorno seguente (“Ebreo brucia”), bensì in periferia. In un posto isolato, che solo chi abita in quelle zone può vedere. Un graffito gigante, segnato sul suolo di un ponticello nel giardino Gichin Funakoshi, alla Barca. La frase è zeppa di errori ortografici e refusi, ma il messaggio contro la comunità ebraica è chiaro: “Ebrei bast…”, accusati di essere “nemici di Dio”.
Impresso con una bomboletta nera sul pavimento, l’insulto alla comunità ebraica si trova nei pressi del supermercato Esselunga e chiunque passi di lì, per fare una passeggiata o per andare a fare la spesa, può vederlo.
Il graffito è comparso di recente e la polizia è già al lavoro per cercare di risalire a chi ha lasciato questo messaggio. Che non è di certo il primo di questo tenore che in questi mesi, anzi negli ultimi anni, è apparso sotto le Due Torri. Anche negli ultimi giorni, in centro storico, è comparso “Fuck Israel”, con riferimento al conflitto in Medio Oriente nei territori della Palestina occupati, in vicolo Bianchetti. Nei mesi scorsi, altro odio antisemita: a febbraio, su una colonna della sede del Comune, dal lato di piazza Maggiore, è stata vergata la frase “ebreo brucia”, sempre con un pennarello nero. Matteo Di Benedetto (Lega) aveva presentato un’interrogazione al riguardo, mentre la scritta era stata prontamente cancellata.
Nei mesi intensi della lotta popolare e sociale al fianco della Palestina e del popolo palestinese, nelle giornate e nelle nottate di guerriglie urbane, erano comparse minacce e insulti di ogni tipo. A dicembre 2025, sulla rotonda Sabadino, era comparsa anche la scritta “ebrei uguale assassini”. Tra i graffiti violenti, anche uno lasciato sulla chiesa di Santa Maria della Pietà, che si trova in via San Vitale: “Israele=Morte”. L’episodio del 2024 spinse anche il cardinale Matteo Zuppi a intervenire, precisando che “il clima di odio va sempre stemperato”. Nelle sue dichiarazioni, l’arcivescovo aveva sottolineato l’importanza della pace, “l’unica medicina contro la guerra”. Questo clima d’odio però continua a respirarsi in città ed è sempre più forte.
