Luogo:
Roma
Fonte:
La Repubblica
Derby Roma-Lazio, spunta l’adesivo antisemita : “Laziale pora stella”
Sono decine gli stickers trovati sui pali della luce in zona Grotta Perfetta a una settimana dalla stracittadina
La bandiera d’Israele, poi la scritta antisemita: “Laziale pora stella”. A una settimana dal derby tra Roma e Lazio spunta una nuova serie di adesivi a sfondo antisemita. Sono decine, infatti, gli sticker che alcuni supporter giallorossi hanno affisso sui pali della luce in zona Grotta Perfetta, periferia sud della Capitale.
I precedenti
Non è la prima volta che il derby romano viene macchiato da episodi di questo tipo. È lunga la scia di provocazioni, tra adesivi, cori, striscioni e insulti che, da anni, accompagna la rivalità tra le frange più estreme delle due tifoserie romane, legate all’estrema destra, soprattutto in prossimità del derby.
Nel 2017 fecero il giro del mondo gli adesivi con Anna Frank con la maglia della Roma, incollati da un gruppo di ultrà laziali sulle vetrate della Curva Sud all’Olimpico. Un caso che provocò indignazione trasversale e portò all’apertura di un’inchiesta.
Più recentemente, nel dicembre del 2025, un altro adesivo antisemita comparve nel settore ospiti del Celtic Park durante la partita di Europa League tra Celtic e Roma. Sull’immagine campeggiava una stella di David accompagnata dalla scritta: “Laziale uno, due, tre…”, gioco di parole dal chiaro riferimento discriminatorio.
Sempre nel 2025, un maxi striscione con la frase “Laziale ebreo” e due svastiche venne appeso su un cavalcavia della Tangenziale Est. Un messaggio esplicito, firmato dall’odio identitario che da decenni alimenta la guerra simbolica tra le frange radicali delle curve romane.
Ad aprile 2024, invece, avevano fatto discutere alcuni sticker comparsi a Portonaccio in vista del derby. Nelle immagini comparivano Hitler e Mussolini con la maglia della Roma, mentre Mr Enrich — simbolo storico degli Irriducibili della Lazio — veniva raffigurato con un pigiama a righe simile a quello dei deportati nei campi di concentramento. Sullo sfondo Auschwitz e il cancello con la scritta “Arbeit macht frei”.
di Marco Carta
