26 Aprile 2017

Scritta infamante sul memoriale della Shoah di Bologna

corrierebolognafoto

Fonte:

Corriere di Bologna

Autore:

Andreina Baccaro

Sfregio al Memoriale della Shoah «Fatto da chi non conosce la storia»

Scritta comparsa al passaggio del corteo antagonista. Il Comune la fa cancellare subito

È stato un 25 aprile che rischia di farsi ricordare più per le polemiche che perla festa. A quelle della vigilia, tra Brigata ebraica e Anpi a Roma e qui sotto le Due Torri sulla festa del Pratello che rischiava di saltare per i mal di pancia tra Comune e organizzatori. A questo si è aggiunta ieri la scritta sul monumento alla Shoah lasciata dal corteo antagonista. «Palestina libera» a caratteri cubitali con bomboletta spray. E il segno del passaggio tra via Carracci e via Matteotti del tradizionale corteo del 25 aprile. Che però quest’anno si lascia dietro anche una coda di polemiche. Non solo perché non è la prima volta che il monumento all’Olocausto viene imbrattato, quanto perché la rivendicazione per l’indipendenza del popolo palestinese imbratta il ricordo dei morti nei lager nazisti in una settimana già densa di polemiche per le divisioni tra Anpi e comunità ebraica. «È un scritta fuori luogo, fatta da qualcuno che prende di mira lo Stato di Israele che nulla ha a che fare con la giornata di oggi» commenta a caldo il presidente della comunità ebraica bolognese Daniele De Paz. «Chi fa illazioni contro Israele non conosce bene la storia — aggiunge —, dovrebbero chiedersi da che parte stava il Gran Muftì quando Hitler ha fatto quello che ha fatto». Il riferimento è ai buoni rapporti tra la guida religiosa di Gerusalemme Amin al-Husseini e il Terzo Reich. Sulle polemiche degli ultimi giorni, invece, De Paz osserva: «Chi manifesta contro la Brigata ebraica, manifesta contro i partigiani, perché tutti sono stati impegnati a liberare le città dal nazifascismo. Oggi è una giornata di festa, gioia e liberazione, le contestazioni sono fuori luogo». Concetto ribadito da Simonetta Saliera, presidente dell’assemblea dell’Emilia Romagna: «Quel luogo, quello spazio appartiene alla coscienza civile di tutta la nostra comunità e ci ricorda una delle pagine più drammatiche della storia ». Il Comune, comunque, ha subito provveduto a cancellare ieri stesso la scritta dal monumento. Il corteo antifascista, che quest’anno ha sfilato dietro lo striscione «Resistenza è autogestione», ha raccolto circa 500 persone che hanno attraversato la città dalla Bolognina fino al Pratello. Molte realtà antagoniste (Crash, Social Log, Hobo, XM24, anarchici, Vag61, Cua, transfemministe queer, Asia Usb) si sono riunite come ogni anno per la chiamata contro i vecchi e nuovi fascismi. Ma è stata anche l’occasione per lanciare ancora un monito all’amministrazione comunale che vorrebbe sfrattare XM24. Il centro sociale occupato di via Fioravanti è stato la prima tappa del corteo: gli attivisti sul tetto hanno srotolato lo striscione con le parole d’ordine della giornata «Resistenza è autogestione», mentre dal megafono si ricordava al Comune che lo sgombero, se ci sarà, non sarà facile. Come non lo fu quello dell’ex Telecom, a pochi metri di distanza, dove il corteo si è fermato nuovamente. Poi i manifestanti hanno proseguito verso il Pratello, passando per il sacrario in piazza Maggiore. Al Pratello hanno trovato la festa che, nonostante le polemiche della vigilia per le ordinanze del Comune che ha disposto la chiusura alla 19 per i minimarket e alle 23 per i locali, si è tenuto come ogni anno, In più quest’anno c’era però l’allerta terrorismo: il perimetro della festa è stato sorvegliato per tutto il giorno dai blindati delle forze dell’ordine.