Luogo:
Verona
Fonte:
L'Arena
Tensione in un ristorante
«In due presi di mira soltanto perché ebrei»
Iaria, vicepresidente dell’Aiise: «Io e un amico avevamo due simboli e ci hanno attaccato al grido di Palestina libera»
Una discussione accesa, in un ristorante del centro, in mezzo ai clienti. «Siamo stati presi di mira da una donna che ci gridava “Palestina libera” soltanto perché noi e un’altra persona, che stavamo prendendo un caffè, portavamo simboli ebraici. Lui una kippah, il tradizionale copricapo maschile, io un ciondolo con una stella di Davide». Lo racconta l’Arena Federica Iaria, 45 anni, ebrea genovese, a Verona da 32 anni, manager, vicepresidente dell’Associazione Italia Israele Scaligero Estense. Martedì, dopo aver partecipato in Cortile Mercato Vecchio con associazioni, movimenti, partiti, presente anche il sindaco Damiano Tommasi, alla flash mob “Iran per la libertà”, Iaria è andata a pranzo con altri amici. Poi, durante un caffè con Marco Leati, presidente dell’Associazione Italia Israele Scaligero Estense, «un episodio molto grave. Stavamo chiacchierando e quella donna, che era con altre due persone, ha cominciato ad alta voce ad apostrofarci dicendo che dovremmo vergognarci», dice Iaria. «A quel punto ha chiesto se il problema era che entrambi siamo ebrei, ma non ragionava. Quindi l’altra persona ci ha chiesto quale fosse il nostro punto di vista su quanto successo in Israele e noi abbiamo chiesto se quello fosse il modo di porre la questione. E cosa pensavano loro del 7 ottobre. Per fortuna è intervenuto il direttore del locale a calmarla. Un fatto assurdo».
E.G.
