4 Dicembre 2023

Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, spiega il senso della manifestazione «No antisemitismo, No terrorismo» indetta per domani alle 19 in piazza del Popolo dall’UCEI e dalla CER

Fonte:

Corriere della Sera edizione di Roma

Autore:

Paolo Conti

«Con noi a piazza del Popolo musulmani e realtà Lgbtq»

Fadlun, presidente della Comunità ebraica romana, sulla manifestazione di domani Gli assassini. Penso alla povera Giulia. Perché stupri e assassini di donne e bambini ebrei passano nel silenzio e nell’indifferenza?

Cosa intende, presidente Fadlun, con questa frase?

«C’è chi parla del 7 ottobre condannando gli atti barbarici ma aggiungendo: “Però la colpa è del governo Netanyahu, di Israele….”. Ma non si può mettere l’odio antisemita, la vera e propria caccia all’ebreo, sullo stesso piano delle considerazioni di tipo politico. Alla recente manifestazione di Milano del 4 novembre ho sentito gridare in arabo “Yidbach al Yehud”, sgozza l’ebreo, lo stesso slogan dei pogrom, dunque odio puro contro tutti gli ebrei e non solo verso Israele. E ho visto bruciare bandiere israeliane. Sono reati compiuti in Italia, terra di una delle democrazie più importanti dell’Occidente».

Perché lei parla anche di indifferenza verso il terrorismo?

«Sono emersi particolari agghiaccianti su centinaia di stupri e omicidi su donne, addirittura su bambini, da parte dei miliziani di Hamas il 7 ottobre con modalità da barbarie medioevali. Di questi orrori in Italia non si è parlato mentre la nostra opinione pubblica è attenta e intransigente rispetto a queste violenze quando però non avvengono a danno di ebrei. Penso per esempio al caso della povera Giulia. Perché esistono due pesi e due misure? Perché gli stupri e gli assassinii delle donne e dei bambini ebrei passano nel silenzio e nell’indifferenza?».

Quali recenti segnali di antisemitismo avete registrato qui a Roma?

«Penso alla profanazione di alcune pietre d’inciampo, un modo per annichilire la memoria delle vittime. E certi graffiti in cui la stella di David è omologata con un “uguale” alla svastica nazista. La vittima equiparata al carnefice. Significa disconoscere il diritto delle vittime a essere ricordate mentre invece è un dovere della società rielaborare quella tragedia perché non accada mai più con nessuno. L’antisemitismo è un male che colpisce l’intera società e non solo l’ebraismo: penso ai cristiani copti costretti a fuggire dal mondo salafita jihadista. E lo spiegheremo in questa manifestazione che definirei “gentile”».

In che senso «gentile»?

«Perché è per la protezione dei valori dell’Occidente, destinata a chi rispetta i più deboli, si batte per la parità di genere, per i diritti delle donne e degli omossessuali, per l’uguaglianza di trattamento delle diverse religioni. Desideriamo che trionfi il senso democratico del nostro Paese con la assoluta condanna del terrorismo e dell’antisemitismo. Abbiamo avuto l’adesione di organizzazioni musulmane moderate, di tante realtà Lgbtq, di associazioni cristiane, della società civile, dei partiti».

In molti licei romani e italiani, come in numerosi campus universitari americani, si manifesta per la Palestina e perla tragedia di Gaza. Voi come rispondete?

«Rispondo che non sostengono la Palestina ma l’ideologia di un gruppo di terroristi che vorrebbero instaurare un califfato medioevale a tre ore di aereo da Roma. Un errore imperdonabile dovuto alla mancata conoscenza della verità dei fatti. Se questi stessi ragazzi vedessero con i loro occhi come questo tipo di ideale totalitario tratta le donne e gli omossessuali, si ricrederebbero immediatamente».