23 Luglio 2026

Varese, oscurato canale Telegram dei neonazisti di Do.Ra: aveva 1.500 iscritti. Le battute sulle Shoah e le celebrazioni per il compleanno di Hitler

È stato oscurato su ordine del giudice per le indagini preliminari di Varese Marcello Buffa, il canale Telegram ascrivibile ai «Do.Ra», comunità militante dei 12 raggi, gruppo dichiaratamente neonazista del Varesotto. La misura, un sequestro preventivo, è stata adottata su richiesta della Procura diretta da Antonio Gustapane – le indagini sono state condotte dal pm Tommaso Ercolani – nell’ambito del procedimento penale che vede indagati dieci appartenenti al gruppo per «apologia di fascismo» e «manifestazioni fasciste» (reati contemplati dalla Legge Scelba), oltre che per propaganda discriminatoria su base etnica e razziale, anche sul web. Proprio attraverso un canale Telegram da 1.500 iscritti, dal quale rilanciare in rete ogni genere di messaggio legato all’ideologia seguita dal gruppo, dove dare aggiornamenti sui procedimenti penali in corso o nel quale promuovere feste e ritrovi specialmente nella sede del gruppo ad Azzate, paese appena fuori Varese.

L’oscuramento del canale Telegram segue alle perquisizioni che furono eseguite all’alba del 10 giugno 2025 da agenti della Digos delle questure di Varese e Milano, con il supporto di unità della direzione centrale della polizia di Prevenzione, e da carabinieri del reparto Anticrimine del Ros di Milano, che avevano consentito di rinvenire e sequestrare copioso materiale a conferma delle ipotesi investigative: armi bianche, tra tirapugni, pugnali e mazze, bandiere, stendardi ed altri oggetti contrassegnati da simboli nazifascisti, documentazione e pubblicazioni di estrema destra e di contenuto nazifascista. Dalla Polizia fanno sapere che gli affiliati ai Do.Ra «in più occasioni hanno dato luogo a cerimonie rievocative ed eventi commemorativi di matrice estremista, come le contro-commemorazioni dei caduti nazifascisti della battaglia del San Martino (uno dei primi episodi della Resistenza che venne combattuta nell’autunno del 1943 in Valcuvia, sempre in provincia di Varese), eventi nel corso dei quali sono stati spesso ostentati svastiche, fascio littorio e simboli runici, ed è stato eseguito il saluto romano».

Per gli investigatori «hanno inoltre assunto notevole rilievo le frequenti pubblicazioni sul canale Telegram di contenuti derisori e di minimizzazione della Shoah: tra questi un video celebrativo che ritrae Hitler con altri gerarchi nazisti postato in occasione dell’anniversario della sua nascita, ovvero l’irridente invito per la festa di capodanno che ritrae quattro SS in servizio in un campo di concentramento che brindano amichevolmente, o ancora i diversi messaggi celebrativi della nota negazionista tedesca Ursula Haverbeck, con l’invito a proseguire nel suo nome la “battaglia contro la grande bugia”». Una «bugia» che ha provocato la morte di milioni di persone.

Immagine: Corriere della Sera