3 Giugno 2026

Stralci dell’intervista alla presidente UCEI Livia Ottolenghi

Ottolenghi (Ucei) a Repubblica: «Garantire il confronto, abbiamo smesso di ascoltarci»

Pubblichiamo ampi stralci dell’intervista alla presidente Ucei Livia Ottolenghi pubblicata su la Repubblica di oggi:

Due atti di antisemitismo al giorno, aggressioni fisiche comprese, e una vita quotidiana possibile «solo sotto la protezione costante dello Stato e delle sue istituzioni che ringraziamo. Non possiamo abituarci a questo». La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi – docente alla Sapienza e medico – lancia l’allarme sulle difficoltà dell’ebraismo italiano davanti all’odio antisemita nel Paese.
Interpellata sul nesso tra le azioni del governo israeliano e la recrudescenza dell’odio antiebraico, Ottolenghi replica: «C’è la tendenza di attribuire quello che fa il governo Netanyahu alla recrudescenza dell’antisemitismo, però secondo me è fuorviante. Dare una ragione e una legittimazione a questa cosa è una delle tante scuse che vengono utilizzate come schermo: impedisce di vedere quello che accade veramente, sia nel nostro Paese che a livello internazionale». Un meccanismo, spiega, che segue una logica a cerchi concentrici: «Netanyahu, tutti gli israeliani, poi tutti gli ebrei, infine anche i non-ebrei che prendono certe posizioni contro il mainstream».
Sul ddl antisemitismo – approvato al Senato senza i voti di buona parte della sinistra – la presidente Ucei ribadisce come la critica a Israele sia legittima: «È scritto a chiare lettere che criticare Israele non è antisemitismo, purché ovviamente si utilizzino termini e narrative che valgono per tutti gli altri Stati». Quando si arriva a parlare di apartheid o genocidio, avverte, si entra nel territorio della mistificazione storica. «Nessuno nega che ci siano stati e ci siano dei morti, c’è una guerra in corso con le sue terribili conseguenze. Ma il genocidio è un’altra cosa». E ricorda: «Questa guerra è iniziata da una azione orribile compiuta da Hamas il 7 ottobre, ma l’antisemitismo ha avuto un picco proprio a ottobre 2023, quando ancora l’Idf non aveva iniziato alcuna azione sul campo».
Alla domanda su possibili rotture con la sinistra italiana, Ottolenghi conferma le «difficoltà con alcuni dei partiti», «ma non mi sento di essere così tranchant». E aggiunge: «Ho notato anche posizioni diverse di una parte del centrosinistra, che hanno portato a voti a favore del ddl in Senato». Quanto alla legge, la considera una priorità assoluta: «È un segnale ed è giusta. Inoltre, è stato tolto il carattere sanzionatorio e dà una cornice a tutte le attività, culturali ed educative, di contrasto all’antisemitismo».
Repubblica porta poi il discorso sul caso Flotilla e i video di propaganda del ministro dell’estrema destra Itamar Ben Gvir. Ottolenghi ricorda di aver criticato quelle immagini: «Sono scene che non fanno onore a nessuno». Ma rilancia con una domanda: «Perché non c’è stata la stessa reazione di fronte a quello che hanno subito gli attivisti all’arrivo in Spagna o in Grecia, o la missione della Flotilla via terra in Libia? Nessuno ne ha parlato».
Sulla polemica che ha travolto Erri De Luca, criticato per aver difeso il diritto di Israele a esistere e messo in dubbio il genocidio, la presidente Ucei prende le difese dello scrittore: «De Luca è una persona che ha una cultura vasta, non ha detto cose particolarmente rivoluzionarie. Non ha negato che sia una tragedia quello che sta avvenendo, ma ha ribadito semplicemente che Israele ha il diritto di esistere. Ho sentito anche Luigi Manconi parlare della scomparsa della cordialità nel dialogo, a me piace molto questo concetto: garantire degli spazi di confronto, invece qui abbiamo smesso di ascoltarci. Su Francesco De Gregori c’è stato un diluvio di attacchi offensivi, mi ha fatto impressione».