12 Giugno 2026

Sergio Della Pergola contesta l’affidabilità dello studio che stimava in 75.200 le morti violente nella Striscia di Gaza,

Della Pergola su studio Lancet: numero vittime non torna

Fino alle elezioni autunnali in Israele nulla dovrebbe cambiare a Gaza. Questa settimana Hamas ha partecipato al Cairo ai colloqui sul disarmo e qualche progresso è stato compiuto, ma su un terreno reso difficile dalla diffidenza reciproca: i mediatori del fragile cessate il fuoco lavorano per convincere il movimento terroristico ad accettare di abbandonare le armi, mentre a Gerusalemme non viene scartata l’opzione di riprendere la guerra. Secondo fonti diplomatiche del Times of Israel, nessuna svolta è ritenuta probabile prima del voto.

La lettera a Lancet
In un contesto di interrogativi sul futuro di Gaza si inserisce anche il dibattito scientifico sulle vittime del conflitto. In una lettera su The Lancet Global Health scritta assieme al ricercatore Mark Zlochin, Sergio Della Pergola, emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme, contesta l’affidabilità dello studio che stimava in 75.200 le morti violente nella Striscia di Gaza, rilevando «molteplici scostamenti dal protocollo dichiarato».
Della Pergola e Zlochin rilevano che alcune squadre di intervistatori, nell’analizzare i dati dei decessi, si sono comportate in modo anomalo rispetto alle altre: una di esse, da sola, ha registrato un quarto di tutte le morti violente pur coprendo appena l’8% del campione. Escludendo i dati delle due squadre più anomale, la stima scenderebbe da 75.200 a 59.200 morti: una riduzione di circa 16.000 decessi, «più di un quinto del totale riportato». Il fatto che il risultato finale cambi così tanto a seconda di poche squadre, osservano Della Pergola e Zlochin, è di per sé un segnale che il campione non è davvero rappresentativo come dichiarato.
A rafforzare i dubbi, i due ricercatori segnalano anche irregolarità nelle tracce GPS, squadre che campionano ripetutamente le stesse zone, o si concentrano su poche strade principali trascurando le vie laterali, pattern a loro giudizio «più coerenti con un campionamento di convenienza che con un rigoroso disegno probabilistico». E aggiungono un riscontro esterno: il sondaggio stima 9.580 detenuti di Gaza nelle carceri israeliane, mentre i dati del Public Committee Against Torture in Israel ne indicavano 3.436 a gennaio 2025, circa un terzo della cifra dichiarata.
La conclusione di Della Pergola e Zlochin è la seguente: poiché l’intera estrapolazione dipende dalla rappresentatività del campione, «queste stime non dovrebbero essere considerate misure affidabili dei decessi legati al conflitto».