La Cassazione rigetta i ricorsi e rende definitive le condanne a 4 mesi per i 13 militanti di estrema destra che il 29 aprile del 2018 a Milano fecero il saluto romano nel corso del corteo che si tiene ogni anno in memoria di Sergio Ramelli, esponente del Fronte della Gioventù ucciso da Avanguardia Operaia nel ’75.
Nelle motivazioni si affermava che una “celebrazione” che “esalta e richiama i valori del partito fascista”, utilizzando il “saluto romano” e la “chiamata del presente” in una “formazione numerosa e compatta” come una “struttura militare”, organizzata da “gruppi che si ispirano a ideologie di estrema destra”, è “in grado di realizzare” quel “pericolo di ricostituzione del partito fascista”. Con “rischio concreto che la forza suggestiva possa impressionare l’esterno” e portare “ad emulare gesti e rituali” creando “adesione a idee e concezioni ripudiate” dalla Costituzione”.
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