Fonte:
Corriere della Sera
Autore:
Anna Santini
Nell’abitazione del giovane a Capaccio Paestum anche manuali per costruire ordigni e produrre veleni
Nell’abitazione del giovane a Capaccio Paestum anche manuali per costruire ordigni e produrre veleni
Si era procurato manuali per assemblare armi da fuoco e produrre bombe e veleni. E il suo obiettivo era andare all’estero, per unirsi a un gruppo neonazista con il quale era entrato in contatto. La sezione “resti di terrorismo” ha però individuato questo 25enne, residente in provincia di Salerno, prima che riuscisse a lasciare l’Italia. E’ accusato di apologia di facismo e nazismo e propaganda di antisemitismo.
Per il giovane è scattato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, con divieto di espatrio, ritiro del passaporto e invalidazione della carta di identità. Provvedimenti mirati a impedire la fuga all’estero per partecipare ad attività eversive.
Dalle indagini è emerso che il 25enne era protagonista di propaganda nazista e antisemita online, su diversi gruppi social. La perquisizione nella sua abitazione ha permesso agli investigatori di trovare numerosi manuali per tecniche di guerriglia e attentati, che il giovane aveva sul suo cellulare, oltre a manuali per armi e bombe che sarebbero stati trovati in un computer.
Sulla vicenda del giovane di Capaccio Paestum è intervenuto l’avvocato difensore Marco Nigro che ha spiegato la posizione del suo assistito. Il legale, ha intanto sottolineato che la sola circostanza per cui il Gip non ha disposto gli arresti domiciliari, va considerata positivamente. Il magistrato avrebbe in sostanza positivamente tenuto conto della ricostruzione del percorso universitario del giovane, gli elementi documentali depositati e soprattutto la «consapevolezza critica maturata e la netta presa di distanza dell’indagato dalle condotte oggetto di contestazione».
Punto centrale della difesa, riguarda l’ipotesi della fuga all’estero per aderire a organizzazioni terroristiche. Il legale ha precisato che lo spostamento era programmato ma connesso, con documentazione certa, alla partecipazione del giovane al progetto Erasmus. In riferimento ai file presenti nel cellulare del 25enne, manuali contenenti istruzioni per la fabbricazione di armi da fuoco, esplosivi chimici, veleni e tecniche di guerriglia, Nigro ha sottolineato che la sola presenza di file non implica un’automatica volontà ad aderire a condotte violente. E infatti, insieme ai file che sono al centro dell’indagine, ve ne sono altri privi di rilevanza penale. Il materiale ritrovato, la provenienza, le modalità di ricezione, l’effettiva consultazione e l’uso concreto, ora sarà oggetto di specifici accertamenti tecnici e processuali nel corso del procedimento.
