7 Aprile 2024

Roma, arrestato un capo ultrà della Lazio

Fonte:

La Repubblica edizione di Roma

Autore:

Marco Carta

Dallo staff di Alemanno a nuovo capo della Nord finisce in manette Claudio Corbolotti

Una vita tra l’estrema destra fascista e lo stadio. Settore curva Nord, quella degli Irriducibili della Lazio, accanto a Fabrizio Piscitelli, il noto “Diabolik”. Per questo per i poliziotti del commissariato Ponte Milvio non è stato difficile riconoscere Claudio Corbolotti tra gli oltre 200 ultrà che se le davano di santa ragione. Il 56 enne è stato arrestato nel giro di poche ore per rissa. Corbolotti è uno dei tre violenti finiti in manette prima del fischio d’inizio: si aggirava tra gli agenti in tenuta antisommossa con un bastone, pronto per aggredire poliziotti e rivali della Roma. D’altronde «Claudio», come lo chiamano i suoi compagni di curva, è così: sempre in prima linea quando ci sono disordini. Era successo già nel derby nel 2004, la stracittadina passata agli annali per la fake news sul bambino morto montata ad arte dagli ultrà di entrambe le tifoserie per mettere il proprio timbro sull’evento più importante nella vita sportiva della Capitale. Quel giorno Corbolotti era lì, ancora una volta in manette: fu arrestato, proprio come ieri mattina, durante gli scontri con le forze dell’ordine all’esterno dello stadio Olimpico. Nella vita del capo ultrà ha un peso determinante l’attività politica. Militante di estrema destra, con simpatie fasciste, nel 1993 aveva tentato l’esperienza politica nel Movimento sociale italiano: aveva cercato di candidarsi (senza fortuna) alle Comunali poi vinte da Francesco Rutelli per diventare consigliere. Poi era diventato portavoce degli ultraneri di Forza Nuova. Quindi il salto a palazzo Senatorio. Nel passato di Corbolotti c’è infatti anche l’impegno in Campidoglio. Era il 2008 quando l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno lo arruolò nella sua segreteria, scatenando polemiche a non finire e una serie di interrogazioni parlamentari. L’ex primo cittadino non fece una piega e lo tenne in sella accanto al capo segreteria Antonio Lucarelli, a sua volta ex portavoce di Forza Nuova e autore di cortei contro i gay. Dopo l’esperienza in comune, Corbolotti era tornato alla sua vita di sempre. Quella di curva, accanto agli Irriducibili. Nel suo curriculum c’è anche una condanna a un anno per la manifestazione fascista degli Irriducibili a Milano il 24 aprile 2019, alla vigilia della Festa della Liberazione: in quell’occasione alcune decine di ultrà avevano esposto uno striscione “in onore a Benito Mussolini” gridando a più riprese «presente» e facendo saluti romani. A chiamare il rituale grido dell’ultradestra era stato proprio Claudio Corbolotti, ritratto in uno scatto che aveva indignato il comune di Milano e poi mezza Italia. Il 28 gennaio 2021 un altro arresto, questa volta a Roma. Claudio Corbolotti quel giorno è stato fermato dalla Digos e dai carabinieri di Trastevere insieme ad altri ultras della Lazio, Simone Dominici, Riccardo Rinaldi (detto “Il Gigante”). Il gruppo di tifosi, il 20 dicembre del 2020, aveva aggredito la troupe della trasmissione Rai Storie Italiane che stava realizzando un servizio sulla pandemia a Ponte Milvio, documentando la presenza di persone senza le mascherina protettive previste dalle leggi per contenere l’epidemia da Covid. Corbolotti e gli altri tifosi avrebbero inseguito il cameraman con calci e pugni, anche mentre era a terra. Nelle carte dell’inchiesta, il pm Erminio Amelio così definiva il gruppo, composto da “personalità particolarmente inclini al delitto, avvezzi ad imporsi con prepotenza sulle persone”. Per lo stesso episodio erano stati indagati anche altri due capi ultrà della Lazio: Ruggero Andrea Isca e Franco Costantino, considerato l’erede di Fabrizio Piscitelli, ucciso un anno prima in un agguato al parco degli Acquedotti. Ora il grande ritorno, ancora una volta segnato dalla violenza. Dopo la guerriglia del mattino, la polizia ha arrestato ancora una volta Corbolotti.

Photo Credits: La Repubblica