3 Maggio 2018

Reazioni dei principali giornali italiani alle frasi antisemite pronunciate dal leader palestinese Abu Mazen

Fonte:

Moked.it, Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale, Il Giornale, Libero, Il Manifesto, Il Mattino, La Repubblica, La Stampa

“Abbas? Negazionista antisemita”

Condanna unanime, e non poteva essere altrimenti, per i nuovi veleni antisemiti pronunciati dal leader palestinese Mahmoud Abbas. “Era un negazionista della Shoah ed è rimasto tale”, il commento del Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu rispetto alle affermazioni del leader dell’Anp in un discorso al Consiglio nazionale palestinese, in cui ha sostenuto che la Shoah sarebbe stata causata dai “comportamenti sociali” tenuti dagli ebrei, come “l’usura, le banche e cose del genere”. “Abbas ha pronunciato un altro discorso antisemita”, ha affermato Netanyahu, aggiungendo che “con estrema ignoranza e sfacciataggine, ha detto che gli ebrei europei sono stati perseguitati e assassinati non per essere ebrei ma perché davano prestiti con un tasso di interesse”. Come ha sottolineato il premier, questo discorso di Abbas non stupisce visti i pregressi: nel gennaio scorso era arrivato ad affermare che “il colonialismo ha creato Israele per svolgere una certa funzione. Si tratta di un progetto coloniale che non ha nulla a che fare con l’ebraismo, ma piuttosto ha utilizzato gli ebrei come strumento sotto lo slogan della Terra Promessa”. “Quello che abbiamo sentito da Mahmoud Abbas è terribile. È tornato alle idee espresse decenni fa, e anche allora erano terribili. Ha dimenticato molte cose, e ha detto esattamente le cose che lo hanno portato ad essere accusato anni fa di antisemitismo e di essere un negazionista della Shoah”, la risposta d’Israele affidata al presidente Reuven Rivlin. Quelle parole del presidente palestinese suonavano come le ultime di un leader oramai in decadenza e privo di potere: dopo 13 anni alla guida dell’Anp, nove dei quali senza una nomina democratica, un ultimo sussulto all’insegna della demagogia più becera. Il bilancio di questa decade alla guida dei palestinesi nei Territori per Abbas, a conti fatti, non può che essere desolante: la pace con Israele è lontana; la desiderata, almeno a parole, soluzione dei due Stati è sempre più evanescente; il rappacificamento con movimento terroristico di Hamas e il tentativo di riguadagnare consenso Gaza sono praticamente falliti. E i palestinesi in tutto questo non hanno migliorato di molto le proprie condizioni. Mahmoud Abbas si prepara a lasciare il palcoscenico e lo fa, scrivono diversi analisti, senza prendersi la responsabilità dei suoi fallimenti, e accusando Israele di tutto (anche di non essere quello che è, la Terra santa per gli ebrei). Eppure Abbas aveva un’opportunità per lasciare il segno. “Quasi dieci anni fa, negli ultimi mesi

della sua presidenza, Ehud Olmert offrì al Presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas praticamente tutto ciò che i palestinesi apparentemente cercavano da Israele” ricordava sul Times Of Israel il direttore David Horovitz. “Olmert offrì ad Abbas ciò che rappresentava il 100% della Cisgiordania con scambi di terre uno contro uno che consentivano ad Israele di estendere la sovranità a tre grandi blocchi di insediamenti e ai palestinesi andava una compensazione con territori all’interno degli attuali confini sovrani di Israele”. Olmert si disse anche favorevole a trovare una soluzione giusta e concordata alla questione dei rifugiati, includendo un fondo di compensazione. Abbas rifiutò. E lì si concluse di fatto la sua storia. Ora quello che rimane del presidente dell’Anp sono le tesi negazioniste e cospirazioniste riproposte nelle scorse settimane che ne qualificano il valore.

Moked, 02/05/2018