23 Marzo 2019

Prosciolti dall’accusa di ricostituzione del partito fascista

Fonte:

Corriere della Sera edizione di Milano

Autore:

Giovanni Bernardi

Mantova, prosciolto il gruppo di ultradestra Anpi e Pd: «Surreale»

Mantova Il fatto non sussiste. Così ieri il Tribunale di Mantova ha prosciolto i nove imputati di ricostituzione del partito fascista, tutti aderenti al movimento Fasci Italiani del Lavoro di Sermide (oggi Sermide e Felonica), che si erano presentati alle elezioni amministrative del 2017 ottenendo un seggio. Soddisfazione da parte degli accusati, a partire dal fondatore del movimento, Claudio Negrini. La sentenza è stata pronunciata dal giudice per le indagini preliminari Gilberto Casari. Sentenza che rischia ora di provocare un altro polverone: il movimento di destra annuncia infatti l’intenzione di procedere, probabilmente con un esposto alla Procura, nei confronti dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini che a suo tempo aveva fatto scoppiare il caso. E, dal canto loro, Anpi e forze di sinistra reagiscono indignate alla sentenza, affermando di voler continuare a combattere «questi fascisti fuori dal tempo». A finire a processo erano stati, oltre al fondatore del movimento Claudio Negrini, anche sua figlia Fiamma Negrini, che con i Fasci era stata eletta nel consiglio comunale di Sermide e Felonica nel 2017, Elvira Tormene di Rapallo (Genova), più volte in lista con Negrini, Vincenzo Stravolo di Napoli, Sergio De Biasio e Simone Grazio, entrambi di Verona, Pasquale Lombardo di Bologna, Marco Piraino e Giuseppe Ridulfo di Palermo. L’unico a chiedere il rito ordinario era stato De Biasio. Nei confronti di quest’ultimo è arrivata la sentenza di non luogo a procedere, mentre gli altri imputati sono stati prosciolti «perché il fatto non sussiste». Tutti erano finiti alla sbarra con l’accusa di ricostituzione del disciolto partito fascista in violazione della Legge Scelba e della XII disposizione transitoria della Costituzione. «L’abbiamo sempre detto e anche ora lo ribadiamo — commenta Claudio Negrini —: da parte nostra nessuna intenzione di ricostituire il partito fascista. Siamo finiti in un polverone che ci ha infangato per quasi due anni solamente perché avevamo ottenuto un seggio alle elezioni del 2017. Seggio che ci è stato scippato con lo scioglimento del consiglio comunale e che ora siamo intenzionati a riconquistare con la nostra nuova lista, Italia agli italiani». Lista sostenuta da Fiamma Tricolore e Forza Nuova. Ma la sentenza ha provocato anche la dura reazione dell’Anpi di Mantova: «Non siamo un tribunale o il ministero dell’Interno — spiega il presidente provinciale Luigi Benevelli —, ma ci atteniamo alla nostra Costituzione antifascista. Le idee del movimento dei Fasci Italiani del Lavoro sono di chiara ispirazione fascista e di ultradestra: siamo ben decisi a combatterle con tutti i mezzi a nostra disposizione». Sulla stessa linea il Partito Democratico di Mantova: «Le sentenze vanno rispettate — dice il segretario Marco Marcheselli —. Ciò non toglie che il Pd mantovano combatterà sempre qualunque movimento di ispirazione fascista. È surreale che nel 2019 ci siano ancora partiti che si rifanno a un periodo così tragico della nostra storia come il fascismo».