28 Aprile 2026

Milano, Liliana Segre interviene al convegno OSCAD sulle “Le vittime dell’odio”

Milano, 28 aprile 2026 – “Purtroppo viviamo ancora momenti preoccupanti, di rinascite di antisemitismo che era latente. Pensavamo fosse un fenomeno carsico, sta riemergendo e non è mai scomparso. Siamo preoccupati“. Questo il monito del presidente del Memoriale della Shoah di Milano, Roberto Jarach, oggi in occasione del convegno ‘Le vittime dell’odio’. All’evento hanno preso parte anche la senatrice a vita Liliana Segre (accolta da una standing ovation degli studenti presenti) e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Sappiamo che da parte delle forze dell’ordine tutto quello che è possibile viene fatto. Il presidio di strade sicure davanti al Memoriale dobbiamo mantenerlo, ci dà tranquillità. Arrivo qui e non ho paura, so di avere un servizio che è attento e vigile, ma è lontano dai luoghi sensibili che sono più che presidiati che abbiamo episodi che si verificano non quotidianamente ma sempre con più preoccupante frequenza“, ha aggiunto Jarach.

Segre: il mondo dell’odio è sempre più vasto

Il mondo dell’odio è talmente vasto ed è sempre più vasto” ha detto la senatrice a vita Liliana Segre. “Una valanga d’odio che trascina le persone a mandare messaggi a 96 anni ‘perché non muori?'” ha aggiunto. Si tratta delle stesse minacce che aveva ricevuto al telefono nel 1938, prima della deportazione. “Non posso e non vorrei andare avanti più di tanto” ma “non mi aspettavo che dopo tutto quello che è successo ancora a 96 anni qualcuno mi scrivesse così”. R – “Non posso prescindere da questo posto (perché dal Binario 21 partì bambina per Auschwitz ndr). Ricordo troppo bene il giorno in cui ci sono entrata prigioniera” per un governo che “perseguitava”: ha detto la senatrice a vita nel suo intervento. “Non posso non notare quanti governi si siano succeduti e quanto l’antisemitismo sia stato sopito” ha osservato apprezzando che all’incontro sia stato proiettato un video con il decalogo per il rispetto nello sport fatto in occasione della paralimpiadi di Milano Cortina. “A me non manca un arto – ha osservato la senatrice a vita – ma nella testa sono rimasta così. Non posso cambiare. E’ parte di me dall’inizio alla fine”.

In un anno 605 segnalazioni

Le segnalazioni giunte all’Oscad nel 2025 per reati d’odio sono state 605, “in trend costante rispetto all’anno precedente”, ha spiegato il presidente dell’Oscad, Raffaele Grassi. L’antisemitismo, in particolare, “continua a manifestarsi sotto forme nuove e più sottili ma non meno pericolose. Per questo il suo contrasto deve essere una priorità per tutte le istituzioni. I social network – ha spiegato poi il coordinatore dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori – amplificano messaggi discriminatori e contribuiscono alla normalizzazione del linguaggio d’odio. Quindi bisogna rafforzare la prevenzione, rivolta soprattutto a giovani e società civile. Il contrasto all’antisemitismo e’ soprattutto una sfida culturale ed educativa” oltre che di sicurezza, ha concluso Grassi.

Il prefetto: combattere l’indifferenza

Con la situazione internazionale “sono aumentate le denunce per discriminazione razziale e antisemitismo e occorre avere attenzione e non sottovalutare” secondo il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, intervenuto oggi al Memoriale della Shoah. “Bisogna combattere l’indifferenza che è accettazione della violenza”, ha sintetizzato rivolgendosi alla senatrice a vita Liliana Segre, “vittima lei stessa di parole d’odio e minacce”.

Jarach sulle tensioni (e denunce) post 25 aprile

Il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah a margine dell’evento è tornato anche sulle tensioni sul 25 aprile a cui sono seguite denunce incrociate tra Anpi e comunità ebraica: “Sono di base contrario al ricorso alla magistratura perché i tempi sono lunghi e le situazioni cambiano nel corso dei procedimenti e ritengo che sia abbastanza inutile – ha detto -. Non dico che possa esserci una soluzione amichevole ma di sano confronto. La denuncia, perciò, non l’avrei fatta”. A proposito della presenza delle bandiere di Israele nello spezzone della Brigata ebraica, Jarach ha spiegato: “Dal mio personale punto di vista, sono 15 anni che sono contrario all’idea della bandiere di Israele perché l’obiettivo è di affiancare la Brigata ebraica e rafforzare la presenza, ma questa aggiunta non viene compresa dalla gente e molto spesso, come stavolta, viene considerata una provocazione”. Tuttavia “non mi risulta che ci fosse un accordo” per non portarle in corteo, ha concluso Jarach.

Piantedosi: condanna secca di quanto accaduto il 25 aprile

Su quanto successo al corteo milanese della Festa della Liberazione si è espresso anche il ministro Piantedosi: “trovo grave che non si parta dalla denuncia secca” dell’accaduto “ma si facciano manovre diversive” parlando per esempio della presenza delle bandiere di Israele, ha spiegato il ministro dell’Interno durante un dialogo con Liliana Segre al Memoriale della Shoah di Milano. “Non si capisce – ha spiegato – perché non potevano portare ciò che era simbolo di una gloriosa partecipazione della Brigata ebraica alla lotta di Liberazione”.  Il 25 aprile “ho avuto paura come madre” ha raccontato Liliana al Segre al Memoriale della Shoah. “Da figlia”, quando era bambina, e oggi “da madre, sono molto preoccupata”, ha proseguito la senatrice a vita, ma “un amico come il ministro Piantedosi mi fa piacere averlo qui”.

 

Fonte dell’immagine: Moked