26 Luglio 2016

Messaggio della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni alla Francia dopo l’attentato jihadista di Saint-Etienne-du Rouvray

Fonte:

Moked.it

La presidente dell’Unione Di Segni al Tg2

“La vita è la risposta al terrore.

Seguiamo l’esempio di Israele”

“Siamo vicini al popolo francese e alla sua comunità cattolica”. Il messaggio inviato nelle scorse ore dalla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni alla Francia dopo il terribile attentato che ha segnato la cittadina di Saint-Etienne-du Rouvray, in Normandia. Qui due uomini armati di coltelli hanno preso degli ostaggi e ucciso un sacerdote in una chiesa, prima di essere uccisi dalla polizia. Gli attentatori hanno dichiarato di essere dell’Isis e il movimento jihadista ha rivendicato l’attacco. “Un’azione che ancora una volta sconvolge per la brutalità e la ferocia e che deve trovarci tutti uniti non solo nella condanna, ma anche nella volontà di non rinunciare a vivere appieno la nostra quotidianità. – ha affermato Di Segni – Questo vogliono i nemici delle nostre società libere e democratiche, questo è ciò che assieme ogni giorno intendiamo combattere con il massimo impegno”.

Parole ribadite anche nel corso dell’intervista alla presidente dell’Unione andata in onda ieri sera sul Tg2 delle 20.30. Vivere al tempo del terrore, confrontarsi ogni giorno con la minaccia del radicalismo islamico ma al tempo stesso non rinunciare alle proprie abitudini, i temi toccati nel corso dell’intervista. Ad essere portato come esempio il modello israeliano, già evocato in altri interventi sui giornali e in televisione da Di Segni: e cioè un alto livello di sicurezza unito all’impegno ad andare avanti nella vita di ogni giorno con la massima normalità. “In Israele si è abituati a sacrificare un margine del nostro tempo, un po’ di privacy, sapendo che è necessario e importante” ha spiegato la presidente, sottolineando come sia giunto per l’Europa il tempo di “cambiare registro”. “Vivere, nonostante il pericolo. Con la forza – ha detto Di Segni – che viene proprio dalla sicurezza nella voglia di vivere”. Pericolo che ha un volto ben preciso, come sottolinea l’Assemblea rabbinica italiana, nel suo messaggio di condanna per l’attentato di Saint-Etienne-du Rouvray. “Siamo qui ad esprimere nuovamente il nostro orrore e il nostro sgomento per un atto di terrore islamista, terrore che colpisce per l’ennesima volta un luogo di culto, un sacerdote ed altri fedeli in preghiera, come precedentemente aveva colpito altre persone che trascorrevano diversi momenti della loro vita quotidiana. L’obiettivo sembra chiaro: – si legge nel testo firmato dal presidente dell’Ari rav Alfonso Arbib – l’intera nostra esistenza deve diventare ostaggio di una violenza che sembra non avere limiti. Questo non deve accadere, bisogna riconoscere il male e combatterlo e contrapporre ad esso la nostra determinazione a vivere intensamente la nostra vita sociale, culturale, religiosa. Ci siano di guida e conforto le parole del Profeta Zaccaria (8,19): ‘Amate la verità e la pace’”.