28 Febbraio 2024

Intervista a Roberto Cenati, presidente milanese dell’Anpi

Fonte:

Corriere della Sera edizione di Milano

Autore:

Andrea Senesi

«La Palestina vive una tragedia umanitaria ma non è un genocidio»

Cenati (Anpi): in piazza contro l’antisemitismo

L’Anpi in piazza non c’era. Non ha aderito al corteo filopalestinese di sabato scorso né a quelli precedenti. Roberto Cenati, presidente milanese dell’associazione che riunisce i partigiani, rivendica la scelta. «Non siamo d’accordo sugli slogan sulle parole d’ordine che animano quelle mobilitazioni. È improprio per esempio parlare di genocidio del popolo palestinese».

Dopo il 7 ottobre ci sono stati però quasi trentamila morti innocenti da parte palestinese…

«È una parola che va usata con grande attenzione. Nel 1948 l’Onu ha adottato una convenzione che qualifica come genocidio “l’uccisione sistematica di membri di un gruppo nazionale, etnico, o religioso”. Non sussistono tali condizioni nell’attuale conflitto. Il governo israeliano sta determinando una tragedia umanitaria, con stragi di civili, soprattutto bambini, donne e anziani, vittime del conflitto originato dal barbaro attacco del 7 ottobre. Il governo di Netanyahu si prefigge di annientare Hamas — che nel suo statuto prevede la distruzione di Israele e l’eliminazione degli ebrei — ma non ha come obiettivo la distruzione fisica sistematica e totale del popolo palestinese, né le altre misure prefigurate nel termine genocidio. E poi c’e un altro slogan che non ci piace di quei cortei».

Quale?

«Quando si chiede che lo Stato palestinese si estenda dal Giordano al Mediterraneo. Significa che si vuole l’eliminazione di Israele».

La linea dell’Anpi milanese quale è allora?

«Rimane quella dei “due popoli e due Stati”. Ora chiediamo il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi».

In quei cortei c’è tanta sinistra. Fa effetto non vedere l’Anpi in piazza…

«C’è la sinistra radicale, dai Cobas ai centri sociali passando per Rifondazione e Sinistra italiana. Io credo che il compito dell’Anpi non debba essere quello di esasperare i toni, ma di offrire il nostro piccolo contributo per cercare una soluzione a un conflitto che dura da 76 anni. Lo si può fare solo se si usano parole d’ordine di moderazione e se si invita tutti alla riflessione».

Vede crescere sentimenti antisemiti?

«Questo conflitto sta facendo crescere l’antisemitismo in misura esponenziale anche in Italia. Siamo ai livelli di guardia. Per questo vorrei che si organizzasse una grande manifestazione di tutta la società civile contro i rigurgiti di antisemitismo».

Ma è sicuro che le sue posizioni siano maggioritarie nell’Anpi? Alcune sezioni milanesi hanno per esempio aderito al corteo…

«Mi risulta che siano state sei su centoventi e mi risulta che anche la posizione dell’Anpi nazionale sia contraria allo slogan “no al genocidio”. Certo, all’interno dell’associazione il dibattito sul conflitto israelo-palestinese è molto appassionato…».