Fonte:
La Repubblica
Autore:
Ettore Saladini
Il giocatore, 32 anni, dovrà anche pagare un risarcimento di 5 mila euro. Gli insulti e le minacce erano stati pronunciati dopo una partita di serie B
I due rugbisti avevano già un conto in sospeso. Bastava una scintilla. Ed è arrivata nel momento di massimo rispetto di una partita di rugby: il terzo tempo. “Brutto ebreo, ti ammazzo”, dice l’uno all’altro. Poi sputa per terra e aggiunge: “Tu vali questo, brutto ebreo”. Era il 26 gennaio 2020. Oggi, i due avversari sono passati dal campo alle aule di tribunale: i giudici di piazzale Clodio hanno condannato V.V., 32 anni, a sei mesi (pena sospesa) e al pagamento di 5 mila euro di risarcimento per minacce aggravate dall’odio religioso.
Quel giorno, l’imputato festeggiava le cento presenze ufficiali nella palla ovale. In campo c’erano Primavera e Rugby Roma, impegnate in una sfida di serie B. Che tra lui e la vittima non scorresse buon sangue era noto a tutti i compagni di squadra.
I due, infatti, scendono in campo mentre è in corso un altro procedimento: la vittima lo aveva denunciato nel 2015 per lesioni, dopo aver ricevuto un calcio durante un match. Il processo si chiuderà con la prescrizione in secondo grado, ma all’epoca restava aperta la questione del risarcimento.
Ed è proprio il nodo dei soldi a riaccendere le tensioni. Lo stereotipo usato dall’imputato è uno dei più vecchi pregiudizi antisemiti: l’avidità. In campo, la vittima avrebbe detto: “Prepara ‘sti soldi”, racconta un testimone. La replica era stata immediata: “Li stai a vede’ i soldi, eh?”.
Poi il fango, le mischie, le touche, le mete. Gli 80 minuti scorrono e arriva il fischio finale. Inizia il corridoio: il momento in cui sconfitti e vincitori si scambiano un segno di rispetto passando, a turno, nel tunnel trasparente formato dagli avversari. I giocatori sfilano nella strettoia. “Lascia stare i soldi, poi ci vediamo fuori”, avrebbe detto la vittima all’imputato. Quando arriva il suo turno di accoglierlo, esplode l’insulto: “Sei un ebreo di m… Brutto ebreo, ti ammazzo”. Sputa per terra e continua: “Tu vali questo, brutto ebreo. Ti facciamo una faccia così, ti ammazziamo, ebreo di m…”,le frasi agli atti.
Da lì partono due denunce. La prima la presenta V.V. per minacce: la vicenda si chiude con un risarcimento. La seconda arriva dalla vittima e dà origine al processo concluso ora nella aule di piazzale Clodio, dove la parte civile era rappresentata al penalista Cesare Gai e l’imputato difeso dall’avvocato Stelvio Del Frate.
Fonte dell’imamgine: HiRugby
