Fonte:
FerraraToday
Tra le linee strategiche, particolare rilievo è attribuito alla valorizzazione della memoria attraverso percorsi culturali e commemorativi
Una delegazione dell’Ufficio della Presidenza del Consiglio ha visitato martedì il Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah (Meis) di Ferrara e il Campo di Fossoli, nel Modenese. La delegazione era guidata dal coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, Pasquale Angelosanto.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, elaborata da un gruppo tecnico coordinato dalla Presidenza del Consiglio e composto da rappresentanti dei ministeri, dell’associazionismo ebraico e del mondo accademico. Tra le linee strategiche, particolare rilievo è attribuito alla valorizzazione della memoria attraverso percorsi culturali e commemorativi.
Ad accogliere la delegazione al Meis sono stati il direttore Amedeo Spagnoletto, il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, il questore Nicola Falvella, l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, il vicario del vescovo Massimo Manservigi, la presidente dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi e una classe dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi”.
“Nel mio ruolo ho curato la stesura della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, adottata dal Governo nel febbraio del 2025, che si sviluppa su cinque direttrici strategiche (scenario, formazione, tangibilità, protezione e comunicazione), combinando varie azioni per il contrasto dell’antisemitismo. Una delle linee strategiche è dedicata proprio alla tangibilità, con l’intento di creare percorsi visibili e concreti di memoria condivisa”, ha affermato Angelosanto.
“Sono particolarmente onorato di questa visita perché credo che questo sia un presidio culturale fondamentale. Questo museo nasce, infatti, dall’esigenza di creare un luogo dove la memoria fosse tangibile. Non si tratta solo di un luogo espositivo, ma di uno spazio vivo di incontro e riflessione. È importante conservare questa memoria per poter spiegare anche ai più giovani, e ringrazio quelli che oggi sono qui presenti, ciò che è accaduto nel nostro Paese”.
“Avere ospite al Meis la delegazione dell’Ufficio Coordinamento per la lotta contro l’antisemitismo – ha spiegato il direttore del museo Amedeo Spagnoletto – è un onore e rafforza la nostra missione educativa. Lavoriamo ogni giorno strenuamente per raggiungere migliaia di studenti e insegnanti e fornire loro gli strumenti per riconoscere l’antisemitismo, individuare le sue origini e combatterlo con cultura, dialogo e rispetto”.
Dopo un confronto con gli studenti, la visita è proseguita lungo il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”, nel laboratorio didattico “Il ‘900 in una stanza” e nella mostra “1938: l’umanità negata”, dedicata all’impatto delle leggi razziali. La giornata si è conclusa al Campo di Fossoli, nel territorio di Carpi. Realizzato nel 1942 come campo per prigionieri di guerra, fu trasformato nel 1943 in campo di concentramento per ebrei e nel 1944 in campo di transito utilizzato dalle SS prima della deportazione nei lager nazisti.
Foto: FerraraToday
