11 Febbraio 2021

Il cardinale Gualtiero Bassetti condanna fermamente l’attacco informatico antisemita che ha interrotto un evento online in ricordo di Amos Luzzatto

Fonte:

Avvenire

Solidarietà di Bassetti alle comunità ebraiche

Nel condannare fermamente questo nuovo atto di odio, la Chiesa che è in Italia ribadisce la necessità di lavorare insieme – con tutte le confessioni cristiane e i credenti delle altre religioni – per favorire una cultura dell’incontro e dell’amicizia». E un passaggio della lettera del cardinale Gualtiero Bassetti a Noemi Di Segni presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) a seguito dell’attacco informatico antisemita che ha interrotto un evento online in ricordo di Amos Luzzatto. II riferimento è all’incontro promosso domenica scorsa dal Segretariato attività ecumeniche (Sae), dalla Comunità evangelica luterana e dalla Casa della cultura ebraica “Beit” di Venezia. Un pomeriggio di riflessione e testimonianze sulla figura di Luzzatto, medico e scrittore, presidente dell’Ucei dal 1998 al 2006, morto il 9 settembre scorso a 92 anni. Domenica, dopo I saluti, l’introduzione e i primi interventi, la piattaforma digitale che ospitava l’evento è stata hackerata. Foto di Hitler con audio in tedesco, immagini porno, bestemmie, musiche rap a volume altissimo. Non potendo più andare avanti, l’appuntamento viene sospeso e i presunti responsabili dello stop segnalati alla polizia postale. Ma potrebbero essere profili fake. L’episodio va purtroppo ad aggiungersi a una lista già lunga di atti antisemiti online. «Come pastori – aggiunge il cardinale Bassetti nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle comunità ebraiche italiane e agli organizzatori dell’incontro- siamo convinti che, a una dilagante intolleranza che genera forme di razzismo e disprezzo, è necessario rispondere con un’azione di formazione, conoscenza reciproca e dialogo, consapevoli che questa è l’unica strada per costruire una società più giusta e solidale. Il nostro impegno diventa sfida e opportunità per questo tempo». Come chiesto da papa Francesco aggiunge il presidente della Cei -, «dobbiamo impegnarci a dissodare il terreno su cui cresce l’odio, seminandovi pace» per contribuire a «rendere il mondo un luogo migliore nel rispetto della dignità umana, una dignità che spetta a ciascuno in ugual misura indipendentemente dall’origine, dalla religione e dallo status sociale». (Red. Cath)