Fonte:
Gay.it
Autore:
Giuliano Federico
Otto misure cautelari e 17 indagati per il gruppo ultras “Roseto Youth”, che dietro al tifo per la Pallacanestro Roseto nascondeva raid contro migranti, minacce alla comunità LGBTQ+ e apologia del fascismo. Assalite anche tre pattuglie dei Carabinieri
Un ventenne arrestato e portato in carcere, tre ai domiciliari, quattro con obbligo di firma: è il bilancio del blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Teramo contro la “Gioventù Fascista Rosetana“, gruppo di estrema destra attivo a Roseto degli Abruzzi (TE) che nelle proprie chat inneggiava apertamente all’odio contro migranti, comunità rom, persone LGBTQ+, ebrei e chiunque non rientrasse nel loro delirio identitario. L’indagine è della Giudice PM Enrica Medori.
Nelle conversazioni di gruppo, uno degli indagati scriveva di essere:
“in giro a cercare immigrati, froci, comunisti, socialisti, ebrei“
Non parole in libertà: i carabinieri hanno ricostruito cinque assalti con sassaiole contro il Centro di accoglienza straordinaria di Roseto e aggressioni mirate contro cittadini di origini bengalesi, l’ultima a gennaio 2026. Su una chat si legge “Bullizzati negri altezza palazzetto”.
A capo del gruppo, che si definiva anche “il Duce“, un ventenne salutato con il saluto romano dagli altri indagati al momento del suo arresto. All’interno della chat “Roseto Youth“, i partecipanti si definivano “Gioventù Fascista Rosetana” e condividevano materiale inneggiante al fascismo e al nazismo.
Il nome stesso “Roseto Youth” era quello del gruppo ultras che supportava la squadra di basket locale “Pallacanestro Roseto”, storica eccellenza nel basket abruzzese. Le violenze che hanno fatto scattare le indagini sono avvenute proprio fuori dal palazzetto, dopo una partita. E tra i crimini contestati ci sono anche le aggressioni ripetute alle pattuglie dei carabinieri in servizio durante i match.
La connessione con il tifo era quindi diretta, anche se la chat e le attività del gruppo andavano ben oltre l’ambito sportivo, sfociando in vera e propria organizzazione eversiva.
Ben oltre lo sport, e ben lontano dallo spirito della Pallacanestro Roseto, nelle chat emergeva con chiarezza l’identità ideologica del gruppo. “I fasci da combattimento siamo noi“, rivendicava un membro. Un altro spingeva al tesseramento: “Fate l’iscrizione a Forza Nuova“, e il suo appello pare aver raccolto adesioni, tanto che qualche giorno dopo sollecitava: “camerati mi raccomando la riunione“. Il resto delle conversazioni era un fiume di svastiche, insulti razzisti, glorificazioni di Mussolini e Hitler, accompagnate da emoticon che ne riproducevano i volti.
Il leader, pugile noto in città, aveva ricevuto onori istituzionali in Comune nonostante le sue simpatie apertamente neofasciste.
In totale sono 17 gli indagati, 14 accusati di istigazione a delinquere aggravata da motivi di discriminazione razziale. Le indagini erano scattate dopo che, l’8 ottobre 2025, il gruppo aveva assaltato tre pattuglie dei carabinieri (in una chat rimpiangono di non aver massacrati di botte i carabinieri) fuori dal palazzetto di basket, colpendo con mazze il lunotto di un’auto mentre le forze dell’ordine si trovavano ancora all’interno.
La Pallacanestro Roseto non ha ancora rilasciato un comunicato sugli arresti. La società aveva però già preso le distanze a dicembre 2025, condannando gli sputi razzisti in curva contro due propri giocatori come “un atto di estrema viltà“. Nel frattempo, i tifosi regolari pagano il prezzo delle violenze del gruppo: è tuttora loro impedito di assistere alle partite in casa.
Il sindaco di Roseto ha preso le distanze: “Sono atteggiamenti che tradiscono i principi su cui si fonda la nostra città“. Intanto la procura di Teramo continua a indagare: il cerchio potrebbe allargarsi.
Fonti: Abruzzo Speciale, Radio Roseto, ANSA, Rete 8, La Repubblica, CityRumors Abruzzo
