4 Agosto 2026

Comunicato UGEI: “Fatti di Sofia preoccupanti, serve risposta concreta”

“L’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia esprime profondo sconcerto e ferma condanna per il gravissimo episodio di antisemitismo avvenuto a Sofia, Bulgaria, dove un gruppo di estremisti neonazisti ha tentato di assaltare l’hotel che ospitava decine di adolescenti ebrei italiani, inneggiando al nazismo.

Questo non è unicamente un comunicato di condanna: è una richiesta di presa di coscienza, dialogo e concreta risposta.

Ci domandiamo fino a che punto debba spingersi l’antisemitismo dilagante in Europa e proveniente da ogni parte, dai movimenti di diverso orientamento politico all’hate speech sui social media, prima di attuare misure ancora più impattanti per porvi un argine.

Con queste affermazioni non si intende in alcun modo sminuire il grande contributo al riguardo della politica, delle Forze dell’ordine e della società civile, ma la situazione alla quale assistiamo quotidianamente su suolo europeo richiede a nostro avviso un impegno ancora più permeante.

È inaccettabile che nel 2026 giovani ebrei debbano vivere con il rischio di essere presi di mira per la propria identità. Nessun cittadino europeo dovrebbe sentirsi meno al sicuro a causa della propria appartenenza religiosa o culturale. Eppure, oggi, questa è la realtà con cui le comunità ebraiche sono costrette a confrontarsi.

Chiediamo alle autorità competenti di fare piena luce sull’accaduto, individuando e perseguendo i responsabili con la massima fermezza. Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché il contrasto all’antisemitismo possa manifestarsi in atti ancora più concreti, affinché girare con la Kippah o anche solo partecipare a un viaggio di gruppo tra correligionari possa non rappresentare più un potenziale pericolo per l’incolumità di nessuno.

Su questo punto ci poniamo in prima persona. L’UGEI parla con i ragazzi vittime di antisemitismo, conosce i fenomeni sul territorio italiano e vuole contribuire fattivamente a un dialogo in grado di porre, come detto, un argine ulteriore a una tendenza preoccupante che non può e non deve avere futuro in Europa.”