Fonte:
moked.it
Ottolenghi (Ucei): «Il ddl non è un bavaglio, basta falsità»
«Nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione». La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, respinge le accuse rivolte al disegno di legge contro l’antisemitismo, il cui iter alla Camera prende il via oggi dopo l’approvazione al Senato dello scorso 4 marzo. In concomitanza con l’esame del provvedimento è stato convocato a Montecitorio un presidio sostenuto da numerose sigle, tra cui Anpi, Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia) contro un testo accusato di limitare la libertà di critica nei confronti di Israele.
«Il ddl 1004 contro l’antisemitismo non prevede norme liberticide, né poteri di denuncia, pena o sanzione», chiarisce Ottolenghi. «Si può dissentire da una proposta di legge, ma manomettere i fatti è inaccettabile, tanto più se a farlo sono professionisti dell’informazione». Definire il provvedimento un attentato alla libertà di stampa, di opinione e di critica legittima a qualsiasi governo, «quello di Israele compreso», è per la presidente Ucei «un’autentica fake news».
Ottolenghi richiama poi il testo del provvedimento, che tutela espressamente «la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione». La norma al vaglio della Camera «lascia piena libertà di criticare legittimamente qualsiasi governo, Israele compreso», ribadisce. Interviene invece, aggiunge, dove la critica «sconfina nel pregiudizio verso Israele e il popolo ebraico, o nell’uso improprio della Shoah e del paragone nazista».
Alla luce di questi elementi, prosegue la presidente Ucei, «preoccupa e stupisce» l’adesione alla protesta di Anpi, Anppia e Fnsi, «organizzazioni che dovrebbero avere nel proprio Dna la lotta all’antisemitismo» e che sembrano averla «accantonata pur di allinearsi a un pensiero unico che riduce ogni spazio al pluralismo e al dissenso».
Per Ottolenghi il punto resta il contrasto a un fenomeno le cui manifestazioni «nella vita reale, oltre che sui social, hanno raggiunto picchi mai registrati prima, sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale». Un allarme confermato dai dati dell’Osservatorio antisemitismo della Fondazione Cdec: nel 2025 sono stati registrati 963 episodi, il 400 per cento in più rispetto al 2022. «L’obiettivo del provvedimento è contrastare gli atti antisemiti, nient’altro: non servono altre falsità», conclude la presidente Ucei.
