12 Settembre 2023

Chioggia, saluto romano dei tifosi del Treviso all’urlo di «Sieg Heil»: la Digos acquisisce le telecamere

La Digos della Questura di Venezia ha acquisito le telecamere esterne dello stadio Ballarin, dove i tifosi del Treviso – prima dell’inizio della partita – avrebbero lanciato delle bombe carta e a fine partita, prima di risalire sul pullman che li riportava nella Marca, avevano fatto i saluti romani all’urlo di “Sieg Heil”, il saluto alla vittoria nazista. Il gesto non sarebbe stato visto nel momento e per questo la polizia sta approfondendo con le telecamere di sicurezza della zona quanto accaduto. Al momento non risultano identificazioni e denunce.

«La partita era a rischio, e lo sapevamo, ma abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie». E’ incentrato sulla tutela dell’ordine pubblico, il commento del sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, alla prima partita di campionato dell’Union Clodiense, giocata domenica contro il Treviso. Il punto d vista di chi, da poliziotto, tante volte si è trovato a tenere a distanza le opposte tifoserie e a garantire la serenità di chi assisteva alle partite per puro spirito sportivo e non per confronti “muscolari” con i supporters dell’altra squadra.

Le indagini

E, da questo punto di vista, «è stata una partita come tante, con qualche eccesso ma agevolmente contenuto dalle forze dell’ordine».
Nei giorni scorsi gli Ultras chioggiotti avevano appeso in vari punti gli striscioni con la scritta «Tutti in curva» per annunciare l’intenzione di esserci e i trevigiani avevano organizzato, a loro volta, la trasferta in laguna. «Per prima cosa abbiamo posticipato l’orario della partita – spiega Armelao – in modo che non ci fossero sovrapposizioni con la gara di Triathlon che potessero mettere in difficoltà le forze di polizia. Abbiamo modificato l viabilità, per evitare contatti tra le tifoserie e vietato la vendita di bottiglie di vetro nella zona dello stadio».

Disposizioni che non hanno impedito lo scambio di insulti tra le parti ma «hanno impedito che venissero a contatto. Io sono arrivato allo stadio alle 17.20, in bici e i trevigiani erano già entrati. Ho sapuro che c’erano stati, verso di loro, dei lanci di bombe carta e petardi, ma non ci sono stati né feriti, né danni, a quanto mi risulta».

 

Fonte immagine: Il Gazzettino