Fonte:
www.mosaico-cem.it
Autore:
Nathan Greppi
Francesca Albanese deride madre di una vittima del 7 ottobre
Sul palco della premiere dle film su Francesca Albanese Disunited Nations, la Albanese avrebbe detto tra gli applausi del pubblico che in Belgio venivano addestrati dei cani che poi venivano inviati in Israele per violentare i palestinesi. “Sono rimasta scioccata sia dalle cose dette sia dalla reazione a esse”, ha detto la Bohl-Dencker, madre di una ragazza assassinata il 7 ottobre 2023. “Non avevano empatia per Carolin, per me o per le altre vittime della parte israeliana”. E in un postsui social che citava le dichiarazioni della Bohl-Dencker, la Albanese ha scritto: “Cambia farmaci”, accusando di fatto la madre della vittima del 7 ottobre di essere lei quella che aveva bisogno di cure mentali.
Da quando è stata elevata a guida del movimento propal, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha dimostrato in più di un’occasione un profondo disprezzo per le vittime israeliane del 7 ottobre. Nel 2025, alla cerimonia in cui le è stata conferita la cittadinanza onoraria di Reggio Emilia, è bastato che il sindaco Marco Massari chiedesse il rilascio degli ostaggi israeliani perché la relatrice gli dicesse “la perdono, ma deve promettermi che questo non lo dice più”.
Un’altra polemica è scoppiata dopo che è recentemente emerso che, dopo un evento avvenuto a Berlino a marzo, la Albanese ha preso in giro Sonja Bohl-Dencker, la cui figlia Carolin Bohl è stata assassinata dai terroristi di Hamas il 7 ottobre nel Kibbutz Nir Oz, all’età di soli 22 anni.
Il contesto

Secondo Ynetnews, tutto è iniziato quando, poco dopo una cerimonia commemorativa per le vittime del massacro del 7 ottobre, la Bohl-Dencker è andata alla premiere di un film presso il cinema Babylon di Berlino. Si trattava della proiezione di Disunited Nations, un documentario prodotto dall’emittente televisiva ARTE e incentrato sulla figura della Albanese.
Dopo l’omicidio di sua figlia, una modella e studentessa di moda, ne ha parlato pubblicamente in diverse occasioni, oltre a denunciare le manifestazioni di sostegno a Hamas in Germania e quella che vede come la cancellazione delle vittime del 7 ottobre dal dibattito pubblico.
In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt, la Bohl-Dencker ha descritto l’atmosfera nella sala dell’evento al Babylon come ostile e piena di odio verso Israele. E l’ospite d’onore era proprio la Albanese. “Non sono mai stata in una stanza dove ho percepito tanto odio”, ha detto la Bohl-Dencker. “Ovunque c’erano keffiyeh, slogan terribili e puro odio contro tutto ciò che riguarda Israele”.
Fuori dal cinema, ha sentito dei manifestanti dire cose come “Israele ha ucciso più di due milioni di palestinesi a Gaza” e “non ci sono prove che qualcuno sia stato ucciso il 7 ottobre”. Le tensioni poi si sono riversate nella sala stessa.
Anche Karoline Preisler, attivista tedesca attiva contro l’antisemitismo, era tra il pubblico. Dal massacro del 7 ottobre, la Preisler ha partecipato regolarmente a manifestazioni per chiedere il rilascio degli ostaggi. Ha anche partecipato a manifestazioni filopalestinesi a Berlino portando bandiere e manifesti israeliani che ricordavano ai manifestanti che “lo stupro delle donne non è resistenza”.
All’interno della sala, decine di persone con la keffiah hanno circondato la Preisler, chiedendo che fosse fatta uscire e le hanno urlato contro “Nazista, nazista”. Chiunque ponesse una domanda critica veniva attaccato verbalmente e chiamato “razzista” o “nazista”.
Il ruolo della Albanese

Secondo i resoconti della premiere, sul palco la Albanese avrebbe detto tra gli applausi del pubblico che in Belgio venivano addestrati dei cani che poi venivano inviati in Israele per violentare i palestinesi. “Sono rimasta scioccata sia dalle cose dette sia dalla reazione a esse”, ha detto la Bohl-Dencker in seguito. “Ma soprattutto, sono rimasta scioccata da chi fossero queste persone. Non avevano empatia per Carolin, per me o per le altre vittime della parte israeliana”.
Rispondendo successivamente a un post sui social che citava le dichiarazioni della Bohl-Dencker, la Albanese ha scritto: “Cambia farmaci”, accusando di fatto la madre della vittima del 7 ottobre di essere lei quella che aveva bisogno di cure mentali.
Il commento ha suscitato una certa attenzione anche perché la Albanese e i suoi parenti hanno intentato una causa per annullare le sanzioni americane contro di lei. Nell’esposto, hanno affermato che all’Albanese e a suo marito erano stati prescritti dei farmaci dopo aver sofferto problemi di salute che attribuivano alle sanzioni. Secondo il documento, Albanese è stata curata per ulcere allo stomaco, mentre suo marito soffriva di ansia e insonnia.
Dopo le parole della Albanese sui farmaci, la Bohl-Dencker ha scritto: “Non mi interessa cosa dice di me. Diffama molte persone, e io sono solo una di loro. Mi interessa ciò che diffonde. Affermare che i cani vengano addestrati per stuprare esseri umani è una bugia contorta”.
