20 Aprile 2026

Appello di 8 personalità a Prefetto e sindaco per l’annulamento del concerto di Kanye West a Reggio Emilia

Con una lettera aperta indirizzata al prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri e al sindaco Marco Massari, otto personalità del mondo cattolico e riformista chiedono che venga cancellato il concerto di Ye Kanye West, in programma in luglio alla Rcf Arena del Campovolo nell’ambito di Hellwatt Festival, e per il quale l’organizzazione ha venduto oltre 70 mila biglietti. L’esibizione del celebre rapper Usa, propagandista di Hitler e che fa sfoggio di antisemitismo “bipolare”, è stata revocata in Gran Bretagna, sospesa a Marsiglia e in questi giorni cancellata anche a Basilea.

Firmano la lettera-appello il diacono Giuseppe Piacentini, la studiosa e scrittrice Clementina Santi, Annamaria Marzi fondatrice dell’Hospice Madonna dell’Uliveto, Il presidente del Parco e della riserva della Biosfera appennino Fausto Giovanelli, lo storico Mirco Carrattieri, l’architetto Enrico Manicardi, l’architetto Lorenzo Baldini e l’ambientalista e studioso Walter Ganapini, già presidente Greenpeace Italia, ex assessore regionale all’ambiente in Campania e oggi consulente della Basilica di San Pietro.

Non ci sono scuse – scrivono i firmatari – Ye alimenta l’antisemitismo, incita all’odio razziale e non è guarito da complottismo e razzismo. Reggio Emilia è una città fortemente antifascista, l’Italia è un Paese fondato sulla democrazia e il diritto, e inoltre il concerto di Ye, richiamando facinorosi da tutto il mondo, potrebbe scatenare prevedibili episodi anche gravi di disordine pubblico“.

Di seguito il testo integrale della lettera aperta.

Al Prefetto di Reggio Emilia

Al Sindaco di Reggio Emilia

Oggetto: Esibizione del rapper Kanye Kest a Reggio emilia: richiesta di non autorizzazione – lettera aperta

Egregie Autorità,
chiediamo con la presente la cancellazione della esibizione dell’”artista” in oggetto nella nostra città.
Le motivazioni, più che scontate, sono:
1 l’alimentazione dell’antisemitismo
2 l’apologia nei confronti del nazismo
3 l’incitamento all’odio razziale.
Che queste manifestazioni pubbliche siano l’effetto di un disturbo bipolare (come da sue tardive giustificazioni) o di mancata assunzione di psicofarmaci (come affermano altri) è un’aggravante ulteriore: evidentemente è sbagliato il posto dove lo mettono ad esibirsi. Infatti più di recente il rapper ha scatenato polemiche (e cause civili di risarcimento) per aver negato pubblicamente l’uccisione di Floyd per soffocamento: non è guarito dal complottismo e dal razzismo.
Non c’è quindi da fidarsi né di promesse di scuse né del suo impresario, le cui rassicurazioni somigliano al sorriso di un piazzista. È infatti più che lecito sospettare che gli incitamenti all’odio siano uno dei motivi principali del suo successo.
È di ieri la cancellazione da parte del Governo Britannico di un intero festival a cui il rapper avrebbe partecipato, il rinvio sine die per il concerto di Marsiglia e il malcontento del popolo polacco per avere programmato in Polonia le sue pessime e diseducative esibizioni.
Queste motivazioni sono più che sufficienti allo scopo della lettera.
Aggiungiamo, a fortiori, che la sua presenza nella nostra città, caratterizzata da forte tradizione antifascista, ed in un Paese che ha fondato i propri valori non sul sovranismo o sul suprematismo bianco, ma sulla democrazia e sul diritto, richiamando facinorosi da tutto il mondo (compresi i delusi dei mancati concerti altrove) e opposte fazioni, potrebbe scatenare più che prevedibili episodi anche gravi di disordine pubblico.
Si ringrazia per l’attenzione.
Giuseppe Piacentini, Clementina Santi, Annamaria Marzi, Fausto Giovanelli, Mirco Carrattieri, Enrico Manicardi. Lorenzo Baldini, Walter GanapinI