20 Luglio 2026

La presidente Ucei, Livia Ottolenghi esprime preoccupazione per la schedatura online di cittadini israeliani o ebrei presenti in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali.

Schedature online, istituzioni ebraiche denunciano clima da Anni Trenta

C’è preoccupazione nel mondo ebraico per la diffusione del modulo online che su internet invitava al censimento di cittadini israeliani o ebrei presenti in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali. Il questionario è stato rimosso da alcune piattaforme grazie all’intervento del generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. «Siamo di fronte a un salto di qualità dell’antisemitismo che non può essere sottovalutato. Questa volta, con il format diffuso online, siamo arrivati alle nuove “stelle gialle”: denunciare e schedare le presunte “colonie” sioniste in Italia, marchiare gli ebrei, insinuare disegni oscuri del tutto inesistenti», ha dichiarato in una nota la presidente Ucei, Livia Ottolenghi, segnalando come questa iniziativa riporti ai tempi «che hanno preceduto le leggi razziste del ’38» e come l’Ucei sia a conoscenza «di mille altri episodi che in questi mesi hanno riprodotto e tentato di inoculare sempre più l’antisemitismo nella pubblica opinione, il tutto nell’assordante silenzio della società civile che, tranne per qualche sporadica eccezione, tace». Sul caso è intervenuto tra gli altri Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma. «L’idea di una mappatura del “turismo sionista” sul web è semplicemente aberrante e dovrebbe essere percepita da chiunque e da qualsiasi forza politica o aggregazione sociale del nostro Paese come la negazione dei diritti fondamentali della persona, dell’umanità stessa, e dei principi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana», ha affermato. Uno dei primi leader ebraici a rivolgersi alle istituzioni è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, che ha denunciato il rischio di un ritorno agli anni Trenta del secolo scorso e a una vera e propria «una caccia all’ebreo». Alle sue parole si è rifatto tra gli altri Ignazio La Russa, il presidente del Senato. Per la seconda carica dello Stato si tratta di «una iniziativa aberrante, in aperta violazione dei diritti fondamentali della persona e dei principi costituzionali sui quali si fonda la nostra nazione» e «non è accettabile né giustificabile alcuna forma di schedatura di persone sulla base del loro credo religioso o del loro legame con Israele». La Russa ha espresso la sua vicinanza al mondo ebraico ed esortato a «non rimanere immobili di fronte a fatti così gravi, che rievocano i fantasmi del passato».