9 Luglio 2026

Processo agli haters di Liliana Segre, a Milano la prima condanna: quattro mesi di reclusione

Quattro mesi di reclusione con pena sospesa e 1.500 euro di risarcimento per uno degli imputati accusati di aver insultato la senatrice sui social. Per altri imputati donazioni e percorsi di giustizia riparativa

Arrivata la prima condanna nell’ambito dei procedimenti giudiziari nati dalle denunce della senatrice a vita Liliana Segre contro gli autori di insulti e messaggi d’odio diffusi sui social network. Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro di risarcimento uno degli imputati, l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

Arrivata la prima condanna nell’ambito dei procedimenti giudiziari nati dalle denunce della senatrice a vita Liliana Segre contro gli autori di insulti e messaggi d’odio diffusi sui social network. Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro di risarcimento uno degli imputati, l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

Il procedimento riguarda otto persone accusate di diffamazione aggravata dall’odio razziale nell’ambito dell’ inchiesta aperta dalla Procura milanese sulle numerose offese e minacce rivolte online alla sopravvissuta alla Shoah, nominata senatrice a vita nel 2018 e da anni bersaglio di messaggi antisemiti e diffamatori.

Arrivata la prima condanna nell’ambito dei procedimenti giudiziari nati dalle denunce della senatrice a vita Liliana Segre contro gli autori di insulti e messaggi d’odio diffusi sui social network. Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro di risarcimento uno degli imputati, l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

Il procedimento riguarda otto persone accusate di diffamazione aggravata dall’odio razziale nell’ambito dell’ inchiesta aperta dalla Procura milanese sulle numerose offese e minacce rivolte online alla sopravvissuta alla Shoah, nominata senatrice a vita nel 2018 e da anni bersaglio di messaggi antisemiti e diffamatori.

Per un’altra tranche dell’indagine, che coinvolge ulteriori imputati, è stata fissata un’udienza preliminare davanti al Gup di Milano il prossimo 1° ottobre.

Credito fotografia: Remo Casilli