Luogo:
Napoli
Fonte:
Segnalazione CE
Al Pride insulti e sputi contro Keshet. Solidarietà da Antinoo Arcigay
«Salviamo i Pride da violenza e discriminazioni». È la richiesta dell’associazione ebraica Keshet Italia dopo un nuovo episodio di cui è stata suo malgrado protagonista nel corso del Pride svoltosi nel fine settimana a Napoli. Qui, denuncia l’associazione, «un gruppo di manifestanti antagonisti violenti ha bloccato il carro su cui eravamo» e innescato con quell’atto una catena di eventi che hanno portato gli aderenti a Keshet a doversi “barricare” nel backstage, in un clima di tensione, «impossibilitati a uscire in sicurezza perché un gruppo di manifestanti aveva bloccato l’ingresso al grido di “via i sionisti dal pride”, impedendo il nostro passaggio». Durante la permanenza in quell’area, «siamo stati insultati e ci sono stati lanciati oggetti e liquidi». Keshet non ha inoltre potuto parlare dal palco, una decisione motivata con ragioni di ordine pubblico per via dei “simboli” ostentati, ma «se una persona viene privata della parola perché ebrea e perché indossa un simbolo della propria identità culturale e religiosa, siamo di fronte a una scelta precisa», denuncia l’associazione in una nota. E cioè «una discriminazione antisemita e razziale».
Parlando con Pagine Ebraiche il presidente di Keshet Italia, Raffaele Sabbadini, non nasconde l’amarezza: «Fino a quel momento la parata era andata bene. Eravamo sul secondo carro, quello con all’interno tutte le associazioni aderenti al Pride. La situazione è degenerata al termine della sfilata, quando una ventina di persone, non di più, si sono messe davanti al carro e hanno iniziato a urlarci “assassini”. Alcune ci hanno inseguito fino al backstage e costretto la Digos a intervenire». Nella nota, Keshet parla di «dinamiche di branco, squadrismo e fascismo». Per Ariel Heller, il presidente di Keshet Europa, «adesso serve una risposta da tutta la comunità» perché «siamo stati esclusi non per quello che facevamo ma per quello che siamo». Tra le associazioni del mondo lgbtq+ che hanno reagito con fermezza c’è Antinoo Arcigay Napoli, principale promotrice del Napoli Pride. Sul palco della manifestazione, il presidente Antonello Sannino ha denunciato come «fatti gravissimi» le intimidazioni contro Keshet, definendo un atto antisemita «indelebile» quello compiuto da chi «ha spintonato, sputato in faccia, tolto la kippah» a chi sfilava. Sannino ha dichiarato di voler portare il tema all’attenzione delle istituzioni locali, dal sindaco di Napoli al presidente della Regione Campania, «perché nella città delle Quattro Giornate non sono possibili queste azioni squadriste». Keshet intanto annuncia: «Noi continueremo a esserci, con la nostra kippah». La prossima sfilata è prevista per fine luglio, a Berlino.
(Nell’immagine: l’intervento di Sannino al termine del Pride)
