26 Maggio 2026

Keshet, associazione ebraica LGBTQ+, esclusa dal pride di Roma

Luogo:

Roma

Fonte:

Segnalazione CE

Keshet, associazione ebraica LGBTQ+, è stata esclusa dal pride di Roma, qui di seguito il testo diffuso dal “Roma Pride Official” che sancsce l’atto discriminatorio:

Il Roma Pride, dopo un incontro con i rappresentanti di Keshet Italia e Keshet Europe, organizzazioni lgbtqia+ ebraiche, ritiene che non vi siano le condizioni per la partecipazione di un loro carro in Parata.

Il Pride è una manifestazione aperta e libera.
Chiunque condivida i valori fondanti del nostro movimento e della nostra comunità può scendere con noi in piazza. I carri in Parata sono, tuttavia, una prerogativa ma, soprattutto, una responsabilità politica dell’organizzazione.

La bussola di una manifestazione politica è il suo documento e nel nostro la posizione del Roma Pride sul genocidio in corso a Gaza ad opera dello Stato di Israele è chiara.

Sappiamo distinguere con chiarezza la differenza fra il governo israeliano e la comunità ebraica costituita da persone LGBTQIA+ e non potremmo mai attribuire a quest’ultima la responsabilità di atti criminali di guerra operati da un governo genocida.

Attribuiamo, tuttavia, a Keshet Italia la responsabilità di non aver preso e non intendere prendere le distanze dal genocidio in corso a Gaza ma, anzi, di fare un non condivisibile distinguo lessicale nel documento da loro recentemente pubblicato.

Noi chiediamo a chiunque faccia richiesta di partecipare con un carro in Parata di fare proprie tutte le nostre rivendicazioni e le nostre istanze.

La partecipazione di un carro al Roma Pride presuppone quindi – a prescindere dall’orientamento sessuale, identità, religione, etnia o nazionalità di chi vi sale – anche una posizione netta e inequivocabile di condanna rispetto al genocidio perpetrato dal governo israeliano.

La storia della nostra Repubblica è una Storia di Resistenza. La Storia del nostro movimento e anch’essa una Storia di Resistenza. Il Roma Pride sostiene, quindi, il diritto di esistere e di resistere del popolo palestinese oppresso dalla condotta criminale e genocidiaria del governo israeliano.

Il nostro documento politico non è un buffet dal quale è possibile scartare e ignorare singole pietanze indesiderate.