28 Aprile 2026

Ministro Zangrillo: no ad antisemitismo e violenza nelle piazze del 25 aprile

Il ministro Paolo Zangrillo definisce inaccettabili gli episodi verificatisi in alcune piazze durante il 25 aprile e sollecita una reazione ferma contro antisemitismo, violenza e intolleranza

Nel corso del 25 aprile alcune manifestazioni pubbliche hanno assunto toni e gesti che, secondo il ministro Paolo Zangrillo, tradiscono il significato della ricorrenza. Non si tratta soltanto di slogan offensivi, ma di comportamenti che attaccano direttamente la dignità di persone e istituzioni: tra questi ci sono cori contro la Brigata Ebraica a Milano, aggressioni a esponenti dell’ANPI nella capitale e immagini provocatorie riprese a Napoli che hanno preso di mira il ministro Giuseppe Valditara.

Fatti segnalati e reazioni locali

Tra gli episodi più rilevanti segnalati dagli organi di informazione ci sono i cori antisemiti rivolti alla Brigata Ebraica durante una manifestazione a Milano, il ferimento di due rappresentanti dell’ANPI a Roma e la diffusione di immagini che ritraggono il ministro Giuseppe Valditara in atteggiamenti denigratori a Napoli. Questi avvenimenti sono stati letti dalle autorità come segnali di una tensione che supera il diritto alla protesta, trasformandosi in violenza e intolleranza. Per il ministro, sono episodi che non possono essere interpretati come espressioni legittime della commemorazione, ma come un attacco al senso stesso della giornata.

La risposta di Paolo Zangrillo è stata netta: è necessario condannare senza esitazioni ogni forma di antisemitismo, violenza e odio. Ha richiamato tutti — istituzioni, organizzatori e partecipanti — a non permettere che il 25 aprile venga sfruttato per rilanciare simboli e comportamenti divisivi. Questa dichiarazione sottolinea un principio fondamentale: la commemorazione deve riaffermare i valori di libertà, rispetto e democrazia, non diventare veicolo di scontro e discriminazione.

Responsabilità civile e ruolo delle istituzioni

Nel discorso del ministro emerge anche l’appello per una responsabilità condivisa: le forze dell’ordine, le autorità locali e gli organizzatori delle manifestazioni hanno il compito di prevenire derive e di intervenire con misure adeguate quando si oltrepassano limiti accettabili. Far rispettare le regole non significa limitare il diritto di manifestare, ma tutelare il diritto alla sicurezza e alla memoria collettiva. La richiesta è che qualsiasi atto d’odio venga perseguito e che chiunque utilizzi la giornata per diffondere simboli di odio sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.

Strumenti per prevenire e reagire

Tra gli strumenti evocati implicitamente dalla presa di posizione ci sono il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza nelle piazze, il monitoraggio dei comportamenti durante gli eventi e una risposta giudiziaria rapida quando si configurano reati. Ma la proposta non è solo repressiva: il ministro indica anche la necessità di iniziative culturali e formative per contrastare l’intolleranza sul piano educativo. Promuovere il rispetto passa anche attraverso la memoria storica e l’educazione civica, componenti che aiutano a prevenire la ricomparsa di linguaggi d’odio.

Il significato simbolico del 25 aprile e la necessità di unità

Il ministro richiede che il 25 aprile sia preservato nel suo ruolo di momento unitario della democrazia: una giornata nata per celebrare la fine della guerra e per ricordare i caduti, che deve servire a riconciliare e non a dividere. Chi usa questa ricorrenza per rispolverare simboli offensivi o per alimentare conflitti dimostra, secondo la sua lettura, di non aver compreso il nucleo morale della commemorazione. Difendere questi valori significa ribadire che la libertà non è compatibile con atteggiamenti che seminano odio.

In chiusura, la chiamata del ministro Paolo Zangrillo è chiara: il contrasto all’antisemitismo, alla violenza e all’intolleranza richiede una reazione collettiva e determinata. Le parole pronunciate invitano a una vigilanza costante e a misure concrete, perché il rispetto della memoria e dei diritti fondamentali sia sempre la bussola che guida le celebrazioni pubbliche. L’obiettivo dichiarato è difendere la democrazia e la libertà che il 25 aprile rappresenta, opponendo a ogni apertura d’odio la forza delle istituzioni e della società civile.