27 Aprile 2026

Alessandra Servidori: 25 aprile tra memoria e tensioni: perché la strategia contro l’antisemitismo è una priorità nazionale

Bisogna prendersi la responsabilità di andare nelle scuole, nelle comunità, perché mantenere la memoria collettiva è diventato una missione fondamentale per chi, come me, tutta la vita l’ha dedicata alle istituzioni e non si lascia trascinare dalla deriva del declino orrido della storia, maciullata dalla bestiale politica che vuole offuscare la vivacità perduta di un mondo non molto lontano. Ciò che ha reso disgustoso la giornata del 25 aprile 2026 non si può ripetere.

Da oltre due anni siamo impegnati nella stesura della nuova strategia contro l’antisemitismo, come in un coordinamento, e ci siamo ritrovati e raccogliere la disfatta totale di un patrimonio e di una eredità culturale e morale: è deprimente ma ci deve far fare un salto di qualità perché la Liberazione, le liberazioni che ritenevamo consegnate alla storia, sono così attuali che impattano con la responsabilità di coloro che infiammano bandiere e piazze con una violenza disgustosa.

Il risultato di questa devastazione è così violento da mettere non solo in gioco la vita del Paese, ma di cancellare tutto quello che è stato fatto in passato per far crescere la democrazia. L’intera struttura dello Stato ci sta cadendo addosso senza che si possa o si voglia assumere iniziative per fermare questo disastro. Ci vuole forza e determinazione per impegnarsi concretamente sulla divulgazione della nuova strategia contro l’antisemitismo – con coraggio, senza paura -, di contrastare con la storia vera le menzogne e non lasciarsi travolgere dagli eventi. Ma per chi ama il proprio paese le proprie istituzioni e ha a cuore l’avvenire dei nostri giovani, tradizioni, valori etici e morali, nulla è davvero impossibile.