Fonte:
https://bari.corriere.it
Autore:
Nicolò Delvecchio
Assolto il pittore barese Gasparro accusato di antisemitismo. Il giudice: «Con il suo dipinto non incitò all’odio contro gli ebrei»
La Procura aveva chiesto una condanna a sei mesi per l’autore del “Martirio di San Simonino”, che in alcuni post su Fb a commento del suo dipinto avrebbe «propagandato e divulgato idee fondate sull’odio antisemita»
Cadono le accuse di antisemitismo nei confronti di Giovanni Gasparro, pittore di Adelfia finito a processo, a Bari, per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’artista, il 12 marzo, è stato assolto «perché il fatto non sussiste» dopo che la Procura di Bari, lo scorso settembre, ne aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione.
Gasparro era finito a processo per alcuni commenti apparsi sulla sua pagina Facebook, relativi alle foto del suo quadro «Martirio di San Simonino da Trento». Rispondendo ad alcuni utenti, avrebbe infatti «propagandato e divulgato idee fondate sull’odio antisemita, atte ad influenzare le opinioni di un più vasto pubblico, scatenando e suscitando reazioni e commenti di cui vari dal chiaro contenuto antisemita di numerosi followers», come scritto nel capo di imputazione. Il pittore era difeso dagli avvocati Salvatore D’Aluiso e Anna Gasparro, le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.
L’opera risale al 2020 e riproduce l’omicidio di un bambino di Trento, detto Simonino, scomparso misteriosamente la notte del 23 marzo 1475 e ritrovato morto trenta giorni dopo, con una ferita sanguinante al costato, afferrato e circondato da membri della comunità ebraica intenti a raccogliere in una bacinella il sangue della ferita del bambino. Simonino è stato venerato come beato dalla Chiesa cattolica fino al 28 ottobre 1965, quando nel corso del Concilio Vaticano II ne fu abolito il culto.
L’assoluzione è stata commentata dall’ex consigliera regionale Antonella Laricchia, amica del pittore: «Giovanni Gasparro è stato assolto, con formula piena, perché il fatto non sussiste. Dopo un processo, accusato addirittura di antisemitismo, per un suo dipinto, finalmente è stato assolto. È una buona notizia per Giovanni, una buona notizia per l’arte, una buona notizia per la libertà in Italia. Siamo felicissimi per te Giovanni, continua a brillare e a illuminarci con la tua arte».
Photo Credits: https://bari.corriere.it
