29 Gennaio 2026

Siena, contestazione a David Parenzo

Siena, 29 gennaio 2026 – “Parlare di Israele non è una provocazione”. Non usa mezzi termini il giornalista David Parenzo nella lettera aperta indirizzata ai cittadini di Siena, dopo essere finito al centro di una contestazione per via della presentazione del suo libro ‘Lo scandalo Israele’. L’appuntamento, fissato per la mattina di sabato 31 nella Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, e inquadrato all’interno delle iniziative per il Giorno della Memoria, ha destato la reazione dell’associazione Allerta Media che, con una lettera aperta al presidente della Biblioteca Raffaele Ascheri, ha messo in discussione l’opportunità dell’incontro, portando a sostegno della propria visione alcune dichiarazioni del giornalista e mettendo in dubbio la legittimità di un discorso sullo Stato di Israele legato al ricordo delle vittime della Shoah.

“Antisemitismo e antisionismo coincidono”

“Il Giorno della Memoria non è una liturgia vuota – è la replica di Parenzo nella lettera aperta affidata al Quotidiano nazionale –. L’antisemitismo di oggi si presenta in più forme: con svastiche e saluti romani, ma anche nella sua versione più ’colta’ e apparentemente elegante, quella che nega il diritto all’esistenza dello Stato ebraico. Si traveste da ’antisionismo’, da ’critica radicale a Israele’, da moralismo selettivo. Diciamolo senza ipocrisie: oggi antisemitismo e antisionismo coincidono”.

I contestatori: “Siena merita di meglio”

La lettera critica di Allerta Media, che invita prima di tutto il presidente della Biblioteca senese a considerare l’ipotesi di annullare l’incontro, è stata sottoscritta da realtà locali e nazionali, fra cui Freedom flotilla Italia; Global movement to Gaza Italia e Global sumud flotilla Italia. Fra le richieste espresse dal portavoce di Allerta Media, Gianni Magini, in alternativa al boicottaggio di Parenzo, la possibilità di invitare a confronto “una figura rappresentativa del punto di vista palestinese, come il Comitato per la Palestina di Siena o il rettore dell’Università per Stranieri di Tomaso Montanari. Siena merita di meglio – scrivono i contestatori –. Merita un dibattito che non abbia paura della verità, che sappia guardare al dolore dei popoli senza fare differenze di bandiera e che rispetti il diritto internazionale sopra ogni interesse di parte”.

Parenzo, dal canto suo, ribadisce la propria propensione al dialogo, negando e respingendo al mittente le accuse di faziosità ricevute. “Non dialogano, invece, quelli che mi hanno fisicamente impedito di parlare all’Università La Sapienza, cacciandomi con urla e intimidazioni in nome della “Palestina libera” – si legge ancora nella lettera aperta. Non dialogano quelli che hanno trasformato l’ateneo in un tribunale ideologico. E non dialoga chi ha giustificato tutto questo. Per non fare nomi: il professor Tomaso Montanari, in un suo libro, ha scritto che quei ragazzi hanno fatto bene. E allora la domanda finale è inevitabile, e la pongo io: chi sono i violenti? Ma vi sembra normale nel 2026, avere la nostra straordinaria Polizia di Stato a tutela della regolare presentazione di un libro? Come annunciato, sono pronto a ogni tipo di confronto”.

Un nuovo incontro

Anche il presidente della Biblioteca si è reso disponibile per moderare un nuovo incontro il 7 marzo, accogliendo l’invito delle associazione che protestano contro Parenzo. “Restiamo in attesa del nominativo proposto – ha detto Ascheri –. E in ogni caso, il contraddittorio è a piena disposizione di chi voglia intervenire dopo Parenzo anche durante la presentazione in Biblioteca, sempre all’interno di un civile confronto”.