11 Gennaio 2026

Facebook, invettive contro il calciatore israeliano Manor Solomon

Fonte:

Segnalazione

Nasone

La squadra di calcio della Fiorentina pubblica sulla sua pagina Facebook la notizia dell’acquisto del centrocampista israeliano Manor Solomon, seguono molti post di vari utenti. Nei commenti analizzati emerge un clima di ostilità estremamente marcato, che travalica ampiamente la critica sportiva o politica e si trasforma in attacchi personali, discriminatori e spesso apertamente antisemiti. L’arrivo di un calciatore viene strumentalizzato come pretesto per riversare odio contro un’intera identità nazionale, religiosa ed etnica, con frasi che associano in modo diretto e collettivo il singolo individuo alle azioni dello Stato di Israele, fino ad attribuirgli responsabilità per crimini di guerra e uccisioni di civili.  Molti interventi operano una sovrapposizione sistematica tra “israeliano”, “sionista” ed “ebreo”, annullando ogni distinzione tra persona, appartenenza religiosa e scelte politiche. Questa confusione intenzionale porta a commenti che non criticano decisioni governative, ma delegittimano l’esistenza stessa del soggetto preso di mira, invitandolo ad “andarsene”, ridicolizzandolo o presentandolo come elemento contaminante per la squadra e per la città.  Si riscontra inoltre un uso ricorrente di linguaggio violento e disumanizzante, con auguri di infortuni gravi, sconfitte sportive celebrate come punizioni morali, e riferimenti storici o ideologici usati in chiave offensiva. In alcuni casi compaiono slogan e formule che richiamano esplicitamente immaginari di esclusione, espulsione o odio etnico, contribuendo a normalizzare un lessico che va ben oltre la legittima protesta. Particolarmente significativa è la personalizzazione dell’odio: un calciatore viene trasformato in simbolo negativo assoluto, caricato di colpe collettive e trattato come bersaglio legittimo di disprezzo. La società sportiva stessa viene accusata di complicità morale, come se una scelta professionale equivalesse a una presa di posizione politica o ideologica. Nel complesso, il thread si configura come uno spazio in cui il confine tra dissenso politico, tifo calcistico e incitamento all’odio risulta completamente dissolto. La discussione non riguarda più lo sport, ma diventa veicolo di pregiudizi, stereotipi e ostilità verso gli ebrei in quanto tali. Questo tipo di dinamica contribuisce alla normalizzazione dell’antisemitismo nel dibattito online, mostrando come eventi sportivi apparentemente neutri possano diventare catalizzatori di odio e radicalizzazione.