28 Gennaio 2026

Napoli, la Comunità ebraica non partecipa alle iniziative comunali per il Giorno della memoria

NAPOLI – Comunità ebraica diserta iniziative di Memoria del Comune

Nel Giorno della Memoria, la Comunità ebraica di Napoli non ha partecipato alle iniziative organizzate dall’amministrazione comunale. Una scelta di rottura presa all’unanimità dai membri del Consiglio perché, racconta a Pagine Ebraiche la presidente Lydia Schapirer, «non sentiamo il Comune vicino in questo difficile periodo» e «riteniamo le sue posizioni sul Medio Oriente nettamente sbilanciate». Per questo, una volta ricevuto l’invito, la Comunità ha risposto motivando il proprio no con «una lettera circostanziata, lettera alla quale finora nessuno ha risposto». Pagine Ebraiche l’ha visionata. «Il senso delle manifestazioni indette il 27 gennaio, data in cui ai sensi della Legge 211 del 2000 si ricordano la Shoah e tutti coloro che si sono impegnati per salvare gli ebrei, è quello di ricordare, anche attraverso il racconto dei pochi testimoni ancora in vita, il genocidio di sei milioni di ebrei, anche al fine di contrastare l’antisemitismo», si legge. Impegno però disatteso dal Comune, accusa il Consiglio comunitario, citando la cittadinanza onoraria conferita a una figura come Francesca Albanese «che evoca nei suoi interventi, stereotipi come “la lobby ebraica”, classico dell’antisemitismo più bieco, che definisce “vergognoso” un disegno di legge contro l’antisemitismo e addirittura bolla Liliana Segre come “non lucida e non imparziale” quando parla di genocidio». Per la Comunità di Napoli, «la mancata revoca di quella vergognosa mozione rende prive di significato» ogni iniziativa promossa. D’accordo con la Comunità la sezione napoletana dell’associazione Italia-Israele. Per il sindaco Gaetano Manfredi, invece, «ci sono stati dei momenti di tensione, ma dobbiamo lavorare tutti insieme per ricomporre ciò che è sempre stato nella natura della città: una grande tolleranza e un dibattito democratico anche tra posizioni diverse». Schapirer non vede all’orizzonte una facile “ricucitura” e rispetto a ieri tiene a precisare: «Come siamo stati assenti dove il Comune ha organizzato, così siamo stati presenti a un grande evento della prefettura al teatro San Carlo». Erano presenti in sala numerose scolaresche e sul palco è salito tra gli altri Tullio Foà, 93 anni, uno degli ultimi testimoni della persecuzione antiebraica in città.