12 Gennaio 2026

Polonia, squadra giovanile israeliana di judo rimossa dal torneo polacco

Secondo quanto riferito, una delegazione di giovani judoisti israeliani è stata allontanata sabato da un torneo nel sud della Polonia dopo essere stata presa di mira con cori antisemiti.

L’incidente è avvenuto durante una gara di judo nella città di Bielsko-Biała, dove si erano recati per gareggiare circa 90 atleti israeliani, di età compresa tra 7 e 16 anni, provenienti da tre club.

L’ambasciata mette in guardia dalle molestie antisemite

L’ambasciata israeliana in Polonia ha dichiarato di essere “profondamente preoccupata” per le segnalazioni di abusi nei confronti della delegazione israeliana, aggiungendo che “non c’è spazio per la violenza o per insulti antisemiti di alcun tipo, in particolare nello sport, che dovrebbe promuovere rispetto, correttezza e cooperazione tra le nazioni”.

Secondo quanto riportato dai media polacchi, gli spettatori hanno urlato slogan ostili per tutto il giorno. Tra i cori, si dice, ci fossero anche “Liberate la Palestina” e “Guardate, arrivano gli ebrei”. Un testimone ha riferito a 247 Sports che le provocazioni sono continuate durante le partite, distraendo persino i concorrenti più giovani.

Lo scontro si intensifica dopo l’appello alle autorità

Mentre le urla persistevano, due allenatori israeliani si sono avvicinati agli arbitri e hanno chiesto loro di intervenire. Testimoni affermano che la situazione è poi degenerata. Un gruppo di circa 12 uomini del posto avrebbe affrontato gli allenatori e li avrebbe aggrediti fisicamente davanti ai giovani atleti e al pubblico.

Gli organizzatori hanno quindi escluso l’intera delegazione israeliana dalla competizione. La squadra è tornata in hotel e vi è rimasta per motivi di sicurezza.

Resoconti contrastanti dei funzionari polacchi

Le autorità locali e i dirigenti del torneo contestano la versione israeliana. Un comunicato pubblicato sul sito web del comune di Bielsko-Biała afferma che un allenatore israeliano ha reagito in modo aggressivo alla decisione di un arbitro. Il comunicato afferma che l’allenatore è entrato nell’area di gara, ha urlato insulti ed è entrato in contatto fisico con l’arbitro.

Secondo tale resoconto, gli organizzatori hanno contattato la polizia e squalificato la squadra israeliana.

Un portavoce della polizia di Bielsko ha confermato di aver parlato con le persone coinvolte, affermando che gli agenti hanno notato contatti fisici, ma non hanno ricevuto denunce formali. Le parti si sono poi disperse senza accuse.

Appelli alla responsabilità e alla protezione

L’ambasciata israeliana ha esortato le autorità polacche a indagare a fondo sull’incidente e a garantire la sicurezza degli atleti israeliani durante gli eventi internazionali. Il caso ha rinnovato la preoccupazione per l’ostilità antisemita negli impianti sportivi, in particolare quando prende di mira i bambini.

Nessuna indagine indipendente ha ancora conciliato le versioni nettamente diverse degli eventi. L’incidente rimane sotto esame, mentre le tensioni continuano a influenzare la partecipazione di ebrei e israeliani allo sport in tutta Europa.

Per avere un’idea diretta di come gli atleti israeliani affrontano l’antisemitismo sulla scena mondiale e cosa possono imparare da questo i giovani atleti, leggi l’intervista esclusiva di CAM a Peter Paltchik, due volte medaglia olimpica e il combattente di judo più decorato nella storia di Israele .

Photo credits: Combat Antisemitism Movement