14 Dicembre 2018

La Digos di Napoli vuole sapere il nome della persona che ha commissionato la statuetta di Hitler

Fonte:

Il Mattino

Autore:

Paolo Barbuto

Statua di Hitler caccia alla donna che l’ha ordinata

La Digos alla bottega Di Virgilio a San Gregorio Armeno

L’artigiano: nessun dettaglio, bolletta gettata dopo l’acquisto

LA TENSIONE

Alcune delle statuine contestate esposte a San Gregorio Armeno, sono sparite dagli espositori nei giorni in cui è esplosa la polemica: subito cancellata quella di Adolf Hitler, seguita a ruota dalle riproduzioni di Benito Mussolini e Kim Jong Un; restano invece esposte le sculturine dei personaggi dello sport e dello spettacolo perché la gente vuol vederle e fotografarle. La questione della riproduzione di Hitler, però, continua a tenere banco, anche perché sulla vicenda ha aperto un approfondimento la Questura.

LE DOMANDE

A San Gregorio Armeno sono arrivati uomini della Digos. Per adesso non si tratta ancora di una indagine ma semplicemente di un approfondimento per delineare i contorni di questo episodio e capire se ci sono dettagli che possono essere sfuggiti. I poliziotti hanno parlato con Genny Di Virgilio, l’autore della statuina, per conoscere i particolari della vicenda, a cominciare dalla persona che si è presentata alla sua bottega chiedendogli di eseguire una riproduzione del fuhrer. L’artigiano si è messo subito a disposizione degli uomini della Digos, ha raccontato loro la storia della statuina fin dall’inizio, così come l’aveva già presentata nel giorno in cui è esploso lo scandalo. Qualche settimana fa s’è presentata alla sua bottega una donna con la singolare richiesta, gli ha mostrato anche una foto alla quale ispirarsi per realizzare la scultura. Poi ha chiesto che venisse sistemata in bella mostra, sul banchetto esterno dove sono sistemate le sculture dei vip, nel giorno di sabato 8 dicembre per realizzare l’effetto-sorpresa: lei sarebbe passata davanti a quel banchetto e avrebbe mostrato il singolare regalo all’uomo al quale era destinato. Le cose sono andate proprio come aveva desiderato quella donna. L’unico dettaglio che manca è quello che la polizia avrebbe desiderato conoscere: il nome della donna che ha presentato la richiesta. Genny Di Virgilio ha spiegato che, come d’abitudine, una volta realizzata la scultura e completate le formalità del pagamento la bolletta con i dettagli dell’ordine viene cestinata, quindi non è possibile risalire alla persona che, materialmente, si è occupata di prestare il singolare ordine di lavoro all’artigiano.

BOOM DI RICHIESTE

Appena la notizia della statuina di Hitler è stata rilanciata dai media, alla bottega Di Virgilio sono giunte decine di richieste per averne una copia di quella scultura alle quali non è stato dato nessun seguito: «Sia chiaro – sbotta Genny Di Virgilio – la mia famiglia da quattro generazioni si occupa di realizzare arte presepiale e continuerà a fare questo tipo di sculture che sono le uniche a finire sul presepe». Le polemiche sulla questione Hitler hanno travolto Di Virgilio che, adesso, chiede rispetto per la tradizione della bottega: «Ho sbagliato, me ne sono reso conto e ho chiesto scusa in ogni maniera. Adesso chiedo che l’arte di San Gregorio Armeno e quella della famiglia Di Virgilio venga rappresentata per quel che è: nulla a che vedere con i fanatismi né con la politica. È vero, io stesso realizzo statuine non sacre, ma servono a tenere alto l’interesse per questa strada e per l’arte che qui viene realizzata. È vero, io preparo sculture su richiesta ma i miei clienti possono testimoniare sulle mie raccomandazioni: io dico sempre “questa statuina non va sul presepe. Mettetela in un pacchetto sotto l’albero”. Sapete perché fuori della mia bottega ci sono statuine di personaggi vip e di attualità? Perché questo serve ad attirare le persone che poi entrano nelle botteghe di tutta la strada e comprano la Sacra Famiglia da sistemare sul loro presepe. Ecco, questo è tutto: io desidero solo che il presepe entri in ogni casa con il suo messaggio di pace e d’amore».