5 Gennaio 2016

Lista di proscrizione antisemita con 3.000 nomi

Fonte:

Rights Reporter - www.rightsreporter.org

Tra liste di proscrizione e intimidazione. Ecco i nuovi metodi degli odiatori

Accade periodicamente che in rete vengano pubblicate liste di proscrizione di personaggi ebrei o vicini al mondo ebraico e a Israele, mascherate in vario modo ma pur sempre liste di proscrizione. Ma l’ultima apparsa è veramente un “capolavoro”, sia per la quantità dei nomi (oltre 3.000) che per le modalità, perché vorrebbe apparire come una sorta di “blocco collettivo applicato a Facebook” quando in realtà è una vera e propria lista di nomi da mettere all’indice, una lista di proscrizione appunto.

Accade nella pagina Facebook di un personaggio già noto per aver pubblicato in precedenza una lista di nomi, poi rimossa dalla direzione di Facebook. Ora ci riprova in maniera ancora più massiccia con una nuova lista di proscrizione ancora più vasta che comprende tra i 3.000 e i 4.000 nomi (ma aumenta) tra i quali anche alcuni minorenni. Il sistema è sotto certi aspetti innovativo. Il personaggio pubblica una lista di nomi che lui ritiene essere “nazi-sionisti” (tra i quali segnaliamo il pericolosissimo account della Porchetta di Ariccia) e per questo da lui bloccati, gente che spesso non ha nulla a che vedere con la dura guerra mediatica tra filo-israeliani e odiatori ma che magari ha commentato un post o è iscritto a qualche pagina vicina a Israele. Perché “innovativa”? Perché il sistema è molto subdolo in quanto non si presenta come una lista di proscrizione ma semplicemente come una lista di nomi bloccati da mostrare agli amici come se fosse un invito a mettere alla berlina tali nomi in quanto “nazi-sionisti”, ebrei o amici degli ebrei. La cosa è legale? Secondo noi no, ma lo lasceremo decidere alla polizia postale alla quale abbiamo denunciato il fatto e in particolare che la lista contiene anche nomi di minorenni. La stessa segnalazione l’abbiamo fatta alla Autority per la Privacy che dovrà valutare se questo “signore” ha violato le leggi sulla politica della privacy in particolare per quanto riguarda gli elementi minorenni compresi nella lista di proscrizione.

La cosa sulla quale però vorremmo porre l’accento non è tanto il sistema “innovativo” che probabilmente questo “signore” ritiene al riparo da denunce, quanto piuttosto la smania di catalogare le persone in base alla religione, alla appartenenza a un gruppo o semplicemente in base alle simpatie. Al di la della legalità o meno della lista di proscrizione (saranno la Polizia e la Magistratura a fare chiarezza su questo punto) è questo sistema da leggi razziali che rievoca vecchi sistemi nazisti che ci disturba anche se non ci intimidisce. Mettere alla berlina delle persone per le loro idee o per la loro religione è senza dubbio un atto nazista vietato non solo dalle leggi italiane ma anche da quelle internazionali. Come lo è paragonare chi non la pensa come te a qualcosa di disumano (paragonarlo a una bestia), un sistema già usato in precedenza proprio dai nazisti.

La cosa paradossale di questo tipo di persone è che si presentano come “difensori dei Diritti Umani”, gente che gioisce se un arabo uccide un israeliano, se uno si fa esplodere in un bar (i cosiddetti Shaid con il culo degli altri), gente che sorvola allegramente sulle violazioni dei Diritti Umani perpetrate da Hamas, da Fatah, da Assad e da tutta la compagnia bella di genocidi che compongono la lunga lista di odiatori. Della serie “i palestinesi fanno comodo solo come carne da macello e chissenefrega dei loro Diritti”. E danno dei nazisti agli altri.

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