10 Giugno 2015

Secondo Rav Jonathan Sacks, ex rabbino capo del Commonwealth, il movimento BDS si inserisce nella tradizione antisemita

rav_sacks

Fonte:

Moked.it

Autore:

Daniel Reichel

Rav Sacks: “Chi boicotta Israele vuole colpire e dividere gli ebrei”

“Israele ha sempre unito il mondo ebraico; ora sta cominciando a diventare un elemento divisivo”. È la provocazione di rav Jonathan Sacks, ex rabbino capo del Commonwealth e tra le voci più ascoltate dell’ebraismo mondiale. Intervenuto ad un convegno ad Herzelya dal titolo “Islam e Bds in Europa: una minaccia strategica?”, rav Sacks ha sottolineato come a differenza degli altri tentativi antisemiti di attaccare Israele, il movimento Bds (il movimento che promuove il boicottaggio contro Israele) sia riuscito parzialmente a raggiungere il suo obiettivo: secondo il rav infatti, riportano i quotidiani israeliani, il movimento avrebbe reso “praticamente impossibile” agli ebrei che abitano in Europa sostenere Israele. “Gli ebrei devono fare una scelta: vivere in Europa e criticare Israele o rimanere in silenzio, oppure ancora lasciare il continente”, ha dichiarato Sacks, attualmente docente alla Yeshiva University di New York e al King’s College di Londra. Per l’ex rabbino capo del Commonwealth, il Bds si inserisce nella tradizione antisemita. “Nel Medioevo, gli ebrei erano odiati a causa della loro religione. Nel XIX e all’inizio del XX secolo, erano odiati a causa della loro razza. Nel ventunesimo secolo, sono odiati a causa del loro stato nazionale. L’anti-sionismo è il nuovo antisemitismo”, la chiusura del cerchio fatta da Sacks che guardando al movimento che vuole il boicottaggio di Israele ha sottolineato come finora sia riuscito a ottenere un discreto successo nel delegittimarlo a livello internazionale. Isolare Israele nell’arena mondiale, l’avvertimento del rav, potrebbe lasciare alla fine indifesi gli ebrei oltre al paese: in entrambi i casi, una situazione preoccupante. Al fine di porre rimedio alla situazione, gli ebrei devono mettere in chiaro all’Europa che “se la situazione non è sicura per gli ebrei, non è sicura nemmeno per gli europei”, ha sottolineato il rav. Se l’Europa perde i suoi ebrei, avrà perso la sua libertà sostenuto. L’odio che inizia con gli ebrei non finisce mai con loro … Noi non dobbiamo essere lasciati soli a combattere questa battaglia”.