17 Luglio 2014

Portavoce del Coordinamento delle associazioni islamiche milanesi (Caim), posta sulla sua pagina Facebook un documento antisionista

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Fonte:

Corriere della Sera

Autore:

Alessandra Coppola

«Quel post istiga all’odio»

Tensione ebrei-musulmani

Polemica sul commento anti israeliano di Piccardo

Alle due del pomeriggio Davide Piccardo, portavoce del Coordinamento delle associazioni islamiche milanesi (Caim), posta sulla sua pagina Facebook personale un video che assembla immagini delle proteste filo-palestinesi a Parigi con il titolo, in inglese: «Scontri davanti alla sinagoga». Uno degli episodi di queste manifestazioni, tra sassi e fumogeni, si è svolto lungo la via del tempio ebraico, nel quartiere della Bastiglia. Le immagini sono accompagnate da un commento di Piccardo: «E’ finita la pacchia…».

Il post compare sullo schermo di Daniele Nahum, responsabile culturale del Pd e consigliere (già portavoce) della comunità ebraica, che ha un sussulto. «È di una gravità inaudita — dice —: un’istigazione all’odio». Un’ora dopo, ancora su Facebook, scrive la sua replica: «Parole inaccettabili e irresponsabili. Mi aspetto una immediata smentita da parte dei vertici del Caim». Intanto gli arriva la solidarietà dell’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza: «Una vergogna» e del collega alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino: «E’ allucinante».

Il punto critico, sottolinea Nahum, è collegare le critiche anti-israeliane all’aggressione agli ebrei in Europa. Non è così, ribatte Piccardo, «i luoghi di culto per noi musulmani sono intoccabili, tutti, ebrei o cristiani che siano». Il video non l’ha pubblicato per il titolo, dice, ma per le immagini di protesta «che riguardano anche altre zone della città» . Quanto al commento duramente contestato, cerca di spiegarsi meglio online: «Sono finiti finalmente i tempi dell’indifferenza, la sensibilità e la solidarietà verso la Palestina stanno crescendo e chi sostiene le guerre di Israele dovrà farci i conti». Aggiunge al telefono che bisogna capire «il dolore e la frustrazione della nostra comunità, anche qui sapere che stanno morendo bambini, disabili, donne e uomini innocenti a Gaza è un trauma».

Non si conclude così. Nell’infinito conflitto mediorientale che è anche di informazione (e di propaganda), lo scontro locale scatena difensori e detrattori. Chi accusa Nahum di essere indifferente alle vittime palestinesi, chi ricorda i 700 razzi sparati da Hamas sulle città israeliane (e neutralizzati solo grazie al sistema di sicurezza avanzato dello Stato ebraico). Non è la prima volta. Di simili duelli verbali in rete se ne leggono a centinaia. Era successo con una certa rilevanza ancora per un post di Piccardo contro la bandiera d’Israele che sfilava al corteo del 25 aprile (in rappresentanza della Brigata ebraica). Si rischia di proseguire all’infinito. Prova a mediare Reas Syed, responsabile dell’area legale del Caim, che propone: «Facciamo insieme una veglia per la pace? Anche per dimostrare che Milano non è Parigi?». La possibilità di un incontro c’è: «Condivido in pieno», risponde Nahum.