12 Febbraio 2014

Intervista all’estremista di destra che ha inviato le teste di maiale alla Comunità Ebraica di Roma

azione_frontale

Fonte:

Il Messaggero edizione di Roma

Autore:

Marco Pasqua

«Le teste di maiale le ho mandate solo io»

“Nelle buste c’era un biglietto che spiegava la mia teoria: il nazismo è stato finanziato da famiglie sioniste”

«Sì, sono stato io a spedire quelle teste di maiale. E’ stato un gesto estremo, per far arrivare il mio messaggio». Ernesto Moroni, 29 anni, ammette le proprie responsabilità. Dopo essere stato denunciato dalla Digos per istigazione all’odio razziale, confessa di essere stato l’autore dell’oltraggio alla comunità ebraica. «Un modo per attirare la loro attenzione», cerca di spiegare oggi, mentre risponde nella sua casa alla Borghesiana.

Una provocazione che ha offeso la comunità ebraica.

«Se avessi mandato un mazzo di fiori, lo avrebbero cestinato e io sarei finito nel dimenticatoio. Mandare quelle teste di maiale è stata una provocazione, perché so che è un animale che non apprezzano e non mangiano».

E quale sarebbe il suo messaggio?

«Non volevo offendere le persone morte nei campi di concentramento nazisti. Nei pacchi era contenuto un biglietto che riportava la mia teoria».

Ovvero?

«Che il nazismo è stato finanziato da importanti famiglie ebree sioniste, con lo scopo di creare numerosi eventi a catena che poi avrebbero portato all’occupazione tanto ambita di Israele. Diciamo che intendevo porre un interrogativo alla comunità ebraica».

Il suo è stato un oltraggio e le sue tesi storicamente tutte infondate.

«Ma non sono un antisemita»».

Ma la sua Azione Frontale è una formazione neofascista.

«Io voglio solo far capire che il fascismo non era del tutto sbagliato. Ma non mi sento negazionista».

Lei è stato candidato con Forza Nuova, una formazione estremista…

«Sì, alle regionali del 2010. Ma era una candidatura giusto per riempire la lista…»

Ha agito da solo nello spedire le teste?

«Ero solo. Non volevo lasciare tracce, muovendomi con dei complici».

Perché ha deciso di indicare come mittente dei pacchi Giovanni Preziosi, ministro fascista firmatario del manifesto della razza?

«Perché è stato uno dei primi ad occuparsi dei protocolli di Sion (un falso documentale di natura antisemita, ndr). E poi perché il suo nome mi è venuto subito in mente quando ho compilato la lettera».

Qual è la sua nuova associazione?

«Si chiama Azione Frontale. Siamo una trentina di persone, a Roma, e abbiamo molti simpatizzanti. Ci incontriamo e facciamo formazione sui temi a noi cari. II nostro obiettivo è quello di fare contro-informazione. Posso chiederle una cortesia?

Mi dica.

«Non scriva che lavoro in un centro estetico. Ho paura che possano capire che sono stato io»».